FederFauna ed ACR chiedono se a commettere reati siano i cacciatori oppure gli anticaccia

FederFauna ed ACR scrivono ai Carabinieri chiedendo se a commettere reati siano i cacciatori oppure gli anticaccia.

Ogni anno, all’apertura della caccia, fioccano le segnalazioni per fantomatici “spari vicino alle case”, che poi quasi sempre risultano inesistenti. Puntualmente intervengono i Carabinieri o la Polizia Provinciale ma non trovano nulla: non ci sono danni, nessuno si e’ fatto male, non ci sono neanche i cacciatori o se ci sono risultano in regola ai controlli.

In compenso diversi media parlano di minacciose fucilate nei pressi delle abitazioni, minacce armate e scorribande di cacciatori.

Da qui il sospetto del Segretario Generale di FederFauna e Vicepresidente nazionale di ACR, Massimiliano Filippi, che a segnalare rischi ed illeciti inesistenti sia qualche cittadino trasferitosi in un ambiente rurale che non conosce affatto o, piu’ probabilmente, qualcuno mosso da odio nei confronti dei cacciatori.

Allertare le forze dell’ordine, che si muovono a spese di tutti i cittadini, per pericoli inesistenti, incarnerebbe il reato di procurato allarme, punibile secondo l’art. 658 del Codice penale con l’arresto fino a sei mesi o con l’ammenda da euro 10 a euro 516.

FederFauna ed ACR stanno quindi predisponendo una lettera da inviare ai Comandi Provinciali dei Carabinieri per chiedere se e’ loro possibile verificare, attraverso i tabulati telefonici, chi siano gli autori delle segnalazioni e quante di esse siano fondate, per perseguire i malfattori.

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