Politica

Autonomia differenziata – l’attacco di Filomena Greco (IV) ad Occhiuto

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Calabria alla consulta contro l’ Autonomia»: il guanto di sfida di Filomena Greco a Occhiuto

CATANZARO — Il fronte dell’opposizione alza il tiro sull’Autonomia differenziata e chiama la Giunta regionale calabrese ad uscire dall’ambiguità. Sulla scia delle decisioni già annunciate da Puglia e Campania, l’affondo porta la firma di Filomena Greco, consigliera regionale di Casa Riformista – Italia Viva, che chiede un atto formale e immediato al governatore Roberto Occhiuto: l’impugnazione davanti alla Corte Costituzionale delle intese approvate dall’esecutivo nazionale.

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La presa di posizione arrives all’indomani del via libera del Consiglio dei Ministri, datato 13 ottobre, agli accordi definitivi con Lombardia, Veneto, Piemonte e Liguria. Un pacchetto di competenze che spazia dalla tutela della salute al coordinamento della finanza pubblica, passando per protezione civile e professioni, ora pronto al vaglio delle Aule parlamentari sotto forma di disegni di legge.

Un passaggio istituzionale che Greco contesta con durezza, evidenziando il contrasto con le precedenti dichiarazioni del Presidente della Regione:

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«Il presidente Occhiuto dica oggi che la Calabria impugnerà davanti alla Corte costituzionale le leggi che approvano le intese sull’autonomia differenziata, come Puglia e Campania hanno già annunciato».

«In diverse interviste il presidente Occhiuto aveva invocato una moratoria del governo sulle intese, aveva parlato di un treno con “un secondo vagone con il superamento della spesa storica” e aveva ricordato che “le intese sulle materie Lep si possano fare solo dopo aver finanziato i fabbisogni”, perché “queste risorse ancora non ci sono” — prosegue Greco —. Sono parole sue. Quelle risorse non ci sono ancora oggi, eppure il Governo ha scelto di partire lo stesso, e di partire dalla sanità. Il Servizio sanitario nazionale avrebbe bisogno di medici, di infermieri e di stipendi che li trattengano, e in Calabria lo sappiamo meglio di chiunque. Con queste intese il sistema si spezza in più pezzi e i divari che già pesano sul Sud diventano regola. Il tutto per tenere insieme una maggioranza, con un’autonomia scambiata con la legge elettorale».

La consigliera regionale ripercorre quindi le tappe dello scontro giuridico e politico sull’impianto della riforma firmata dal ministro Calderoli, richiamando l’azione già intrapresa nel recente passato da altre amministrazioni del Mezzogiorno:

«Quando nel 2024 fu approvata la legge Calderoli, quattro Regioni, Puglia, Campania, Toscana e Sardegna, la portarono davanti alla Corte costituzionale e ottennero la bocciatura di parti importanti di quella legge. Oltre un milione di cittadini, intanto, aveva firmato per abrogarla. La Calabria restò a guardare. Su una materia così delicata, che incide direttamente sul futuro della nostra terra e sulla stessa tenuta dell’unità nazionale, la mia posizione rimane ferma, limpida e assolutamente non negoziabile: ho difeso, difendo e continuerò a difendere in ogni sede i diritti del Sud contro la deriva dell’autonomia differenziata, perché non accetterò mai che ai cittadini vengano negati i diritti garantiti nel resto del Paese. Oggi il Governo riparte dalle intese come se nulla fosse accaduto, e stavolta il presidente Occhiuto non può restare fuori: torni indietro sui suoi passi e si unisca alla battaglia. Lo faccia sapere e troverà il sostegno di tutta l’opposizione in Consiglio regionale. Ai deputati e ai senatori calabresi — conclude Greco — lo abbiamo già scritto due volte e lo ripetiamo oggi: nel voto sulle intese contano i calabresi che rappresentano, non il partito che li ha candidati».

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