L’arte che apre gli occhi: al Teatro Scaramuzza il dramma del bullismo diventa teatro e speranza con “Il ragazzo dai pantaloni rosa”
Grande successo a Crotone per la prima del “Festival Calabria – Teatri in Città”. Applausi e commozione per il musical “Il ragazzo dai pantaloni rosa”, con un intenso collegamento insieme a Teresa Manes, madre di Andrea.
CROTONE – Due serate da tutto esaurito, applausi scroscianti e un’emozione visibile tra i banchi della platea. Si è aperto sotto il segno dell’impegno sociale e della grande drammaturgia il cartellone di “Festival Calabria – Teatri in Città”, sostenuto dalla Regione Calabria. Sul palcoscenico del Teatro Comunale Vincenzo Scaramuzza è andata in scena l’adattamento musicale de “Il ragazzo dai pantaloni rosa”, un’opera capace di trasformare una tragedia privata in una lezione collettiva di civiltà e rispetto.
La vicenda è quella, purtroppo nota alle cronache, di Andrea Spezzacatena, il quindicenne che si tolse la vita travolto dal peso insopportabile del bullismo e delle vessazioni online. A firmare la regia è Massimo Romeo Piparo, che ha saputo orchestrare un racconto inteso e dinamico, arricchito da una colonna sonora di brani contemporanei vicini al linguaggio giovanile. Straordinaria la prova del cast: il giovane Samuele Carrino incarna con delicatezza la fragilità di Andrea, affiancato da una toccante Rossella Brescia nel ruolo della madre.
A rendere l’evento ancora più significativo è stato il momento che ha preceduto il sipario: un lungo collegamento in diretta con Teresa Manes, madre di Andrea e autrice del libro da cui è tratto lo spettacolo. Le sue parole, prive di livore e cariche di lucida determinazione, hanno ricordato alla platea l’urgenza di intercettare i segnali d’allarme e rompere il silenzio che spesso circonda il disagio giovanile.
Presenti in sala anche i rappresentanti dell’amministrazione comunale. Il vicesindaco e assessore allo Spettacolo, Sandro Cretella, ha rimarcato il valore strategico del sostegno regionale a progetti che uniscono l’alto livello artistico al valore educativo. Sulla stessa linea l’assessora alle Politiche Giovanili, Dalila Venneri, che ha ribadito la necessità di costruire una cultura dell’ascolto per contrastare ogni forma di prevaricazione.
Con questa prima tappa, Crotone riscopre la funzione più autentica della scena teatrale: quella di un presidio civile capace di unire la comunità su temi cruciali. Il percorso del “Festival Calabria” parte dunque con il passo giusto, dimostrando che contrastare il bullismo non è solo una formula di rito, ma un dovere quotidiano che comincia dal rifiuto di voltarsi dall’altra parte.





