VIDEO – Legalità e memoria al Teatro Apollo Buon compleanno Dodò, la risposta dei giovani alla ‘ndrangheta
CROTONE – Centinaia di studenti con lo sguardo rivolto al futuro e la memoria ben piantata nel presente. Si è rinnovato ieri, al Teatro Apollo di Crotone, l’appuntamento con “Buon compleanno Dodò”, la manifestazione arrivata alla sua diciassettesima edizione per ricordare Domenico Gabriele, il bambino ferito a morte su un campo da calcetto nel 2009 e che lo scorso 17 ottobre avrebbe compiuto ventotto anni.
Un anniversario che, stavolta, porta con sé un carico d’emozione ancora più pesante. È stata infatti la prima edizione senza mamma Francesca Anastasio, scomparsa di recente dopo anni passati in prima linea a trasformare un dolore insopportabile in una battaglia di civiltà. A raccogliere il testimone alla guida dell’associazione è stato il professor Franco Rizzuti, ma a tirare le fila del ricordo resta papà Giovanni Gabriele: «Dodò non c’è più, ma continua a vivere attraverso l’impegno di tutti questi ragazzi», ha detto la voce rotta ma salda davanti alla platea.
La forza della giornata è arrivata proprio dalle scuole. Sul palco dell’Apollo non si è assistito a una semplice commemorazione formale, ma a un vero e proprio laboratorio di cittadinanza attiva. Gli studenti delle scuole del territorio hanno presentato elaborati, riflessioni e lavori dedicati a Dodò e a tante altre vittime innocenti delle mafie, dimostrando come la memoria possa farsi strumento pedagogico quotidiano.
In una sala gremita in ogni ordine di posto, tra istituzioni civili, rappresentanti della Chiesa e i referenti della rete di Libera, è suonato forte il monito di don Luigi Ciotti. Il fondatore di Libera si è rivolto direttamente al mondo dei grandi: «Gli adulti devono essere capaci di testimoniare coerenza ed etica ogni giorno, senza cedere a compromessi».
L’edizione di quest’anno conferma ancora una volta come la storia di Dodò non appartenga soltanto al passato o alla cronaca nera, ma rappresenti un presidio educativo permanente. Una giornata di festa mancata che si trasforma, anno dopo anno, in un cantiere aperto di legalità e responsabilità sociale per l’intera comunità calabrese.





