Cronaca

Paura anche nelle scuole calabresi: ondata di allarmi bomba in tutta italia

Pubblicità

Controlli ed evacuazioni da Nord a Sud. In Calabria scatta l’emergenza a Cotronei, Polistena e Villa San Giovanni: panico e plessi sgomberati dopo una serie di email minatorie seriali.

Pubblicità

Non il ritrovamento sul campo di un involucro sospetto, ma una sottile e velenosa minaccia digitale inviata a pioggia tramite posta elettronica. È questa la matrice dell’ondata di panico che nella giornata del 19 ottobre ha travolto centinaia di studenti e famiglie in tutta Italia, ripercuotendosi con forte apprensione anche nel territorio calabrese.

I momenti di tensione a Cotronei A far scattare l’allarme nel Crotonese è stata una comunicazione indirizzata all’Istituto comprensivo “Alessandro Volta”. Il testo, dai toni perentori, annunziava la presenza di materiale esplosivo all’interno della struttura. La risposta delle istituzioni è stata immediata: il sindaco Antonio Ammirati ha firmato un’ordinanza di evacuazione precauzionale che ha interessato tre distinti plessi scolastici. Sul posto sono tempestivamente intervenute le forze dell’ordine unitamente alle unità cinofile specializzate, che hanno setacciato ogni angolo degli edifici prima di dichiarare il procurato allarme.

Pubblicità

Un’offensiva digitale su scala nazionale Il caso di Cotronei rappresenta soltanto un tassello di un disegno ben più ampio. Sono infatti almeno 50 gli istituti scolastici italiani finiti nel mirino della medesima email seriale. In Calabria la psico-tensione ha toccato da vicino anche i comuni di Polistena e Villa San Giovanni, dove si sono rese necessarie analoghe procedure d’urgenza con l’interruzione delle attività didattiche, sgomberi e meticolose bonifiche.

Fortunatamente, l’esito dei capillari controlli condotti dalle forze di sicurezza in tutte le regioni coinvolte ha dato esito negativo: in nessuna delle scuole attenzionate sono stati individuati ordigni o materiale pericoloso. Resta ora aperto il fronte investigativo: gli esperti della Polizia Postale sono al lavoro per tracciare l’origine dei messaggi e risalire ai responsabili di questa vasta operazione di destabilizzazione.

Pubblicità
Pubblicità
Pubblicità