Catanzaro: la Polizia entra in classe per la sfida più grande: ascoltare e salvare i nostri ragazzi con l’ iniziativa “Prendimi la mano”.
Al via il progetto “Prendimi per mano”, rivolto a 30 mila studenti. In un’epoca dominata dai social e dal senso di solitudine, istituzioni, scuola e famiglie si uniscono per intercettare il disagio giovanile prima che si trasformi in devianza o sofferenza silenziosa.
CATANZARO – Un’alleanza a tre punte – tra forze dell’ordine, scuola e famiglie – per non lasciare più soli gli adolescenti di fronte alle proprie fragilità. È stato presentato sabato 17 ottobre, alla presenza del Sottosegretario all’Interno Wanda Ferro, il progetto “Prendimi per mano”, un’ampia campagna educativa ideata dall’associazione Il Dono – Volontariato Regionale Trapiantati Epatici e patrocinata dalla Polizia di Stato.
L’iniziativa, di straordinario impatto sociale, coinvolgerà ben 30 mila studenti distribuiti tra Calabria, Toscana ed Emilia-Romagna, attraverso un fitto calendario di 90 incontri negli istituti scolastici. L’obiettivo è chiaro: fare breccia nel muro dell’isolamento giovanile, affrontando di petto le difficoltà relazionali, il bullismo e i disagi quotidiani che accompagnano i ragazzi nella delicata fase della crescita.
Dal virtuale al reale: l’urgenza di un dialogo vero
Nel corso della presentazione, il Questore ha richiamato l’attenzione sulla necessità di un cambio di passo nell’approccio con le nuove generazioni. In un momento storico in cui la vita e la socialità dei giovanissimi sono pervasamente intermediate dagli schermi dello smartphone, diventa vitale recuperare la dimensione del contatto umano diretto. Creare spazi d’ascolto fisici e autentici, dove gli adolescenti possano sentirsi compresi e mai giudicati, è la prima forma di prevenzione.
In questo contesto, la presenza della Polizia di Stato fra i banchi di scuola assume un significato che va ben oltre la semplice attività di controllo o di tutela dell’ordine pubblico. Avvicinarsi ai giovani significa costruire un rapporto di fiducia genuino, capace di far percepire le forze dell’ordine non come una figura repressiva, ma come uno scudo protettivo e un punto di riferimento sicuro a cui rivolgersi nel momento del bisogno.
Famiglie e regole: “Educare al limite per formare adulti consapevoli”
Un focus centrale dell’incontro ha riguardato il ruolo insostituibile del nucleo familiare. Le famiglie restano la prima barricata contro il disagio: la presenza costante degli adulti, la continuità del dialogo quotidiano e la fermezza nel trasmettere valori sani costituiscono l’impalcatura fondamentale per la crescita emotiva dei ragazzi.
In questa prospettiva si inserisce il concetto chiave dell’”educare al limite”. Le regole, se spiegate e accompagnate dall’ascolto, non sono un freno alla libertà, ma lo strumento indispensabile per insegnare la responsabilità delle proprie azioni e il rispetto degli altri.
Una rete per il futuro
La prevenzione non può essere un atto isolato. Il progetto “Prendimi per mano” punta a saldare una rete di protezione della quale fanno parte a pieno titolo istituzioni, docenti, genitori e realtà del terzo settore. Il messaggio che emerge con forza dall’iniziativa è chiaro: una società capace di proteggere e valorizzare il proprio futuro parte dalla disponibilità degli adulti ad esserci, ascoltare e tendere la mano per trasformare la fragilità dei più giovani in un’opportunità di riscatto e maturazione.





