AgricolturaEconomia

Crotone: la protesta al Passovecchio per la crisi dei carburanti. L’ira dei manifestanti tra trattori e camion fermi: «ignorati dalle istituzioni e dai cittadini».

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CROTONE – Si alza la tensione alle porte della città. Nel presidio di Passovecchio, a ridosso del nodo stradale di Crotone, i vettori di merci e i produttori agricoli hanno scelto di unire le forze. Una distesa di autocarri a motore spento e trattori schierati lungo il ciglio della carreggiata racconta senza filtri la drammaticità della vertenza: un grido d’allarme corale contro l’impennata del caro carburante, l’esplosione dei costi d’esercizio e una paralisi produttiva che sta mettendo in ginocchio l’intera filiera.

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MOBILITAZIONE E DISAGI: UN PRESIDIO SENZA BLOCCHI TOTALE La protesta, proclamata dall’associazione di categoria Fedralog e destinata a proseguire fino alla mezzanotte del 20 ottobre, non si è trasformata in un blocco stradale selvaggio. I manifestanti stanno garantendo il transito delle autovetture private, anche se le inevitabili strettoie causano sensibili rallentamenti alla circolazione. Nonostante la decisione di non paralizzare completamente la viabilità, i primi contraccolpi sul territorio sono già tangibili: il fermo prolungato dei mezzi pesanti ha infatti causato i primi prosciugamenti dei serbatoi e la mancanza di gasolio e benzina in diverse stazioni di servizio della zona.

IL NODO DELLA PARTECIPAZIONE E IL RUOLO DEI SINDACATI Mentre tra i manifestanti serpeggia la frustrazione per una percezione di distanza da parte delle istituzioni e la sensazione di non essere compresi da chi si mette al volante, il fronte organizzativo della mobilitazione si rivela più articolato di quanto appaia. Accanto alla sigla Fedralog, la regia delle iniziative su scala regionale vede infatti in prima linea anche il Sindacato autonomo di base, fugando i dubbi su una presunta assenza dei riferimenti rappresentativi.

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UNA CRISI CHE RIGUARDA TUTTI Le prime “pompe asciutte” dimostrano in modo inequivocabile che le rivendicazioni dei lavoratori della strada e dei campi non costituiscono una vertenza isolata, ma toccano direttamente la quotidianità dell’intera collettività. Per evitare che la stanchezza degeneri in una spaccatura sociale tra categorie e cittadini, si fa sempre più urgente l’apertura di un tavolo di confronto istituzionale concreto, capace di dare risposte strutturali a un comparto fondamentale per l’economia locale.

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