L’eredità di Luigi Lilio e il manoscritto del Vaticano: Cirò rivendica la paternità del padre del Calendario
Un documento conservato nella Biblioteca Apostolica chiude il dibattito sulle origini dello scienziato. Il sindaco Sculco: «Risultato storico grazie al lavoro di Francesco Vizza, ora portiamo il nostro patrimonio in Parlamento».
CIRÒ (KR) — Un tassello d’archivio che somiglia a una sentenza definitiva. Un manoscritto del primo Seicento, riaffiorato tra i tesori della Biblioteca Apostolica Vaticana, riporta tre parole destinate a chiudere ogni controversia storiografica: «Il Giglio del Cirò». È così che lo studioso Pietro Paolo Sirleto definiva Luigi Lilio, il matematico e medico calabrese a cui si deve la riforma del calendario gregoriano nel 1582.
Le recenti scoperte firmate da Francesco Vizza, ricercatore emerito del CNR, aggiungono un mattone fondamentale alla ricostruzione storica, confermando in modo inoppugnabile il legame viscerale e documentato tra lo scienziato e la comunità cirotana. Una risposta netta a quei tentativi di rilettura che negli ultimi anni avevano provato a metterne in discussione la provenienza.
Una disputa “mai aperta”
Per l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Mario Sculco, la questione in realtà non si è mai posta in termini dubbi. «Siamo di fronte al sigillo definitivo su una vicenda che per noi non è mai stata realmente aperta», ha sottolineato il primo cittadino, esprimendo profonda gratitudine per il lavoro condotto da Vizza, da anni al fianco delle istituzioni locali nella valorizzazione di Lilio come Marcatore Identitario Distintivo (MID) della regione.
Sculco non ha risparmiato una riflessione sulle polemiche del passato: «Mettere in dubbio una figura storicamente documentata è sempre stato un esercizio sterile. Ci sono realtà nel mondo che costruiscono la propria attrattività turistica su miti e leggende, come il mostro di Loch Ness o Dracula. Cirò ha qualcosa di immensamente più solido: un gigante della scienza la cui storia appartiene a questa terra. Negare questa eredità era un’operazione che si commentava da sé».
Dalla Calabria a Roma: il progetto per il Parlamento
Forte di questo nuovo riscontro documentale, il Comune di Cirò guarda ora oltre i confini regionali. L’obiettivo, condiviso con la Regione Calabria e con il Comune di Monte Porzio Catone, è portare la figura di Lilio al centro della scena istituzionale nazionale.
Il piano prevede la promozione di due giornate celebrative di alto profilo: la prima direttamente a Roma, nelle sedi parlamentari della Camera e del Senato, con il coinvolgimento della delegazione politica calabrese; la seconda a Villa Mondragone, la residenza storica dove Papa Gregorio XIII promulgò la bolla di riforma del calendario.
L’asse istituzionale con la Regione
L’iniziativa dà seguito al percorso intrapreso in occasione della XIV Giornata Regionale del Calendario, che quest’anno ha visto un momento di svolta con la collocazione di una targa commemorativa all’interno della Cittadella di Catanzaro.
«Desidero ringraziare ancora una volta l’assessore Gianluca Gallo per la sensibilità dimostrata nel portare Lilio nel cuore delle istituzioni calabresi», ha concluso il sindaco Sculco. «Siamo certi che anche il presidente Roberto Occhiuto sosterrà con convinzione questa nuova tappa a Roma. Luigi Lilio non è solo un motivo d’orgoglio per Cirò, ma un patrimonio culturale e scientifico di rilevanza mondiale».





