Trasporti, Sapia (CISL): «Una mobilità integrata, sicura e centrata sulle persone: dal rilancio dei collegamenti alla sfida dell’area urbana»
COSENZA — «La mobilità non è un semplice calcolo di corse ferroviarie o di spazi infrastrutturali. È, prima di tutto, un diritto costitutivo delle persone: la condizione imprescindibile per studiare, lavorare, curarsi, vivere il proprio territorio e generare sviluppo». Con queste parole Michele Sapia, segretario generale della UST CISL di Cosenza, interviene nel dibattito sul futuro del trasporto ferroviario e del trasporto pubblico locale (TPL) nel Cosentino, tracciando una linea d’azione che unisce la gestione delle emergenze alla programmazione strategica.
Il nodo dell’alta velocità e il caso Sibari
Al centro delle riflessioni del sindacato c’è innanzitutto la tenuta dei collegamenti a lunga percorrenza, vitale per rompere l’isolamento storico di alcune aree della provincia. «La vicenda del collegamento Sibari-Bolzano — spiega Sapia — dimostra quanto sia cruciale difendere e potenziare i servizi ferroviari esistenti. In questo senso, l’annuncio dell’assessore regionale Gianluca Gallo sul ripristino della tratta da Sibari verso Milano e Torino rappresenta un segnale indubbiamente positivo. L’auspicio, ora, è che questo provvedimento non resti isolato, ma si inserisca in una pianificazione strutturale e di lungo periodo, capace di garantire alla Sibaritide e all’intera provincia cosentina una rete di trasporti competitiva ed efficiente».
Vertenza AMACO: salvaguardati i posti di lavoro
Sul fronte del trasporto locale, il segretario della CISL esprime grande soddisfazione per la positiva risoluzione della complessa vertenza legata all’azienda di trasporto pubblico cosentina. «Il passaggio dei lavoratori di AMACO al Consorzio Cometra è un traguardo fondamentale che mette in sicurezza l’occupazione e garantisce la continuità di un servizio pubblico essenziale per la città di Cosenza. Accanto al ruolo costruttivo delle istituzioni, va riconosciuto il merito straordinario delle Federazioni sindacali di categoria e delle RSU, che hanno lottato con determinazione per difendere la dignità e la professionalità dei lavoratori. Adesso, però, bisogna guardare avanti: il nuovo assetto deve tradursi in un servizio moderno, in grado di rispondere concretamente alle necessità quotidiane di studenti, pendolari, lavoratori e pensionati».
La sfida dell’area urbana Cosenza-Rende e l’Unical
Lo sguardo del sindacato si sposta poi sulla mobilità interna all’area urbana e sul collegamento con l’Università della Calabria, un tema riacceso dalle recenti proposte del sindaco di Rende su un nuovo sistema di collegamento su ferro. «Il dibattito sulla metropolitana leggera e, più in generale, su un collegamento rapido ed efficiente tra Cosenza, Rende e il campus universitario deve tornare prioritario nelle agende politiche», incalza Sapia. «L’Unical è un polo attrattivo di livello internazionale che muove ogni giorno migliaia di studenti e addetti. Consentire loro di raggiungere l’ateneo in modo semplice, economico, sostenibile e sicuro è un dovere. Rafforzare questo asse significa dare forza e coesione all’intera area urbana».
Per la CISL, la chiave di volta risiede nell’integrazione e nel superamento dei campanilismi infrastrutturali: «Non ha senso contrapporre un’opera all’altra. La vera sfida è la programmazione integrata tra ferro e gomma, tra collegamenti urbani ed extraurbani, armonizzando tariffe, orari e coincidenze in un unico ecosistema di mobilità».
La priorità assoluta: la sicurezza del personale e dei viaggiatori
C’è infine un pilastro non negoziabile su cui Sapia concentra l’attenzione del sindacato: la sicurezza di chi lavora e di chi viaggia. Un tema caldo, reso urgente dai recenti fatti di cronaca. «Non può esistere una mobilità di qualità senza sicurezza. Le ripetute aggressioni al personale ferroviario e le criticità registrate a bordo dei mezzi su gomma impongono un cambio di passo immediato. La tutela dei lavoratori, che operano quotidianamente in prima linea per garantire un servizio pubblico, deve diventare una componente strutturale e permanente delle politiche dei trasporti. Servono prevenzione, videosorveglianza, presidi fisici e una cabina di regia coordinata tra istituzioni, aziende e forze dell’ordine. Proteggere chi lavora significa, inevitabilmente, proteggere anche i viaggiatori».
«Dalle grandi tratte ferroviarie al trasporto urbano locale — conclude il segretario della UST CISL cosentina — serve una visione d’insieme che tenga uniti accessibilità, efficienza e tutela del lavoro. Come sindacato continueremo a sollecitare la politica, le istituzioni e le aziende del settore per costruire un modello di mobilità moderno, sicuro e realmente a servizio del territorio e delle sue imprese».





