Agricoltura

Fiori eduli, Coldiretti Calabria: iva dal 22% al 4% per cento apre nuove opportunità per le imprese

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CATANZARO – Una svolta storica per la filiera dei fiori eduli che apre prospettive di sviluppo inedite anche per le aziende agricole della Calabria. Grazie a un prolungato confronto tecnico condotto dall’Area fiscale di Coldiretti con l’Agenzia delle Entrate, è arrivata la svolta sul fronte tributario: l’applicazione dell’IVA ridotta al 4% – finora fissata al 22% – per la cessione di specie come Begonia semperflorens e Nasturtium (Tropaeolum) destinate all’alimentazione umana.

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Un precedente cruciale per il settore

La portata della novità supera i confini delle singole varietà interessate. L’Agenzia delle Entrate ha infatti riconosciuto il principio fondamentale della tassazione agevolata per i fiori commestibili in quanto beni alimentari a tutti gli effetti. Un orientamento che traccia la strada per un’estensione più rapida dell’aliquota ridotta anche ad altre specie eduli, offrendo un solido sostegno alle realtà agricole impegnate nella diversificazione produttiva.

I requisiti per l’aliquota ridotta

Il beneficio fiscale resta tuttavia legato a precisi standard produttivi e commerciali. Per applicare l’IVA al 4%, il prodotto deve soddisfare requisiti d’uso oggettivi:

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  • Coltivazione e trattamento specifici per il consumo umano;
  • Commercializzazione inserita nei circuiti della filiera alimentare;
  • Confezionamento ed etichettatura che ne attestino la natura di alimento e non di pianta ornamentale.

Il cantiere calabrese e il quadro nazionale

«Per la Calabria questo risultato dimostra come un’attenta gestione della fiscalità agricola possa generare benefici immediati e liberare risorse a favore del tessuto economico locale», spiega Attilio Salerno, responsabile fiscale regionale di Coldiretti Calabria. «L’abbattimento dell’aliquota garantisce alle imprese un margine finanziario significativo, creando nuove opportunità di crescita. È la conferma di come la competenza tecnica e la rappresentanza degli interessi di categoria possano tradursi in vantaggi economici tangibili».

Il provvedimento si inserisce in un momento di forte espansione del comparto. Secondo i dati diffusi da Coldiretti, l’export del florovivaismo italiano ha toccato nel 2025 il suo massimo storico, sfiorando la quota record di 1,3 miliardi di euro.

In questo scenario, la Coldiretti Calabria ha promosso la nascita della Consulta Regionale del settore florovivaistico con l’obiettivo di valorizzare un’agricoltura multifunzionale. Un’iniziativa orientata non solo allo sviluppo economico, ma anche alla tutela del territorio, al contrasto del dissesto idrogeologico, alla mitigazione dei cambiamenti climatici e al presidio contro lo spopolamento delle aree interne.

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