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Fermo camionisti al Sud, tavolo al Ministero al palo. Tiriolo: «Il dialogo resta l’unica via per soluzioni concrete»

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Salta il confronto con il Governo per la presenza delle sigle ai presidi sul territorio. Decisivo l’intervento dell’eurodeputato Nesci per l’apertura del canale istituzionale. L’appello ai coordinamenti: «Protesta e trattativa debbono integrarsi».

ROMA – Non accenna a rientrare la tensione nel settore dell’autotrasporto che da giorni sta mettendo a dura prova la viabilità e la logistica in Calabria, Sicilia e Puglia. Ma se sul territorio la mobilitazione prosegue tra presidi e sit-in, sul fronte istituzionale la giornata di ieri ha segnato una frenata imprevista.

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Il previsto tavolo tecnico con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, fissato per le 16:30 del 15 ottobre, non ha visto la partecipazione dei vertici dei coordinamenti promotori. La scelta delle sigle associative è stata infatti quella di dare priorità alla gestione diretta dei presidi sul campo, rimanendo accanto ai lavoratori per garantire la sicurezza e il rispetto delle norme durante il fermo.

Un’assenza che non cancella, tuttavia, il lavoro svolto dalle istituzioni per aprire una breccia nella trattativa, come ha sottolineato il dott. Domenico Tiriolo, rappresentante di interessi presso la Camera dei Deputati.

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L’intervento di Nesci e l’apertura del Ministero

A consentire l’avvio dell’interlocuzione formale con Roma è stato il lavoro di mediazione svolto dall’europarlamentare Denis Nesci (FdI-ECR). Un passaggio chiave che aveva permesso di ottenere in tempi rapidi la convocazione al Ministero per affrontare i nodi strutturali che strangolano la categoria: esplosione del caro carburante, grave carenza di liquidità, impennata dei costi di gestione, difficoltà nel pagamento dei leasing dei mezzi e tariffe di trasporto non più adeguate ai costi reali.

«Grazie alla disponibilità e all’intervento dell’europarlamentare Nesci eravamo riusciti a ottenere un risultato importante, frutto del lavoro condiviso con i rappresentanti della categoria per portare sul tavolo del Governo le emergenze degli autotrasportatori», ha spiegato Tiriolo, esprimendo l’auspicio che si possa arrivare al più presto a un incontro diretto.

«Protestare e trattare sono due azioni complementari»

Pur comprendendo la scelta degli organizzatori di presiedere le arterie stradali, Tiriolo ribadisce l’importanza strategica della sede ministeriale per la risoluzione della vertenza:

«Comprendiamo la necessità dei coordinamenti di vigilare sul territorio, ma la convocazione al Ministero rappresentava un’opportunità preziosa. Le istituzioni hanno dimostrato un’apertura concreta e il dialogo franco resta lo strumento più efficace per tutelare la categoria. Manifestare il disagio e sedersi a un tavolo tecnico sono due passaggi che possono e devono integrarsi a vicenda. Il nostro obiettivo è non disperdere i passi avanti fatti finora».

Sicurezza nei presidi e prossimi passi

Un punto d’incontro significativo riguarda la gestione dell’ordine pubblico lungo le strade del Mezzogiorno. Tiriolo ha voluto evidenziare il senso di responsabilità mostrato dai promotori della protesta: «Accogliamo positivamente la volontà delle associazioni di vigilare affinché il fermo si svolga ai margini delle carreggiate, senza bloccare la viabilità. Il diritto a manifestare è sacrosanto e garantire la sicurezza dei cittadini è un segnale di maturità fondamentale».

In conclusione, resta ferma la volontà di ricucire lo strappo e riavviare la trattativa prima che la crisi degli autotrasportatori provochi danni irreparabili alla filiera produttiva del Mezzogiorno. «Ringrazio ancora l’onorevole Nesci per la prontezza con cui ha attivato il canale con il Ministero», ha chiosato Tiriolo. «Il nostro impegno per favorire la mediazione resta massimo. Il canale di confronto è aperto: ci auguriamo di percorrerlo insieme al più presto, perché le grandi criticità del settore si superano unendo le forze nelle sedi preposte».


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