Emergenza trasporti in Calabria: presìdi a oltranza e scaffali vuoti, la protesta non si ferma dopo le parole di Salvini
Nonostante le rassicurazioni del Governo, le camionabili calabresi restano presidiate. La grande distribuzione va in affanno: a secco i banchi dei prodotti freschi, da Catanzaro al Crotonese fino alla Riviera dei Cedri.
CATANZARO – La tensione non cala e la protesta dei autotrasportatori in Calabria prosegue, sorda ai richiami giunti da Roma. Non sono bastate le dichiarazioni del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, a congelare una mobilitazione che sta mettendo a dura prova la tenuta logistica dell’intera regione. Sebbene la circolazione non sia del tutto paralizzata, i presìdi fissi collocati nei punti nevralgici della rete stradale continuano a filtrare il traffico e a rallentare pesantemente i rifornimenti.
Snodi stradali sotto pressione
Le arterie principali della regione restano il teatro primario della protesta. Lungo la Strada Statale 18, nel Tirreno cosentino, i mezzi pesanti posizionati ai margini della carreggiata provocano continui rallentamenti e imbuti della circolazione. Tensione costante anche attorno allo snodo portuale e logistico di Gioia Tauro, all’area di Lamezia Terme e presso diversi accessi strategici dell’autostrada A2 del Mediterraneo. Unica nota di alleggerimento si registra allo svincolo di Falerna, dove i blocchi sono stati rimossi nei giorni scorsi. La conclusione del fermo regionale resta formalmente prevista per la serata, ma l’esito dipende interamente dalle prossime mosse dell’esecutivo.
Supermercati e grande distribuzione: la crisi dei prodotti freschi
Il vero nodo critico della mobilitazione si riflette direttamente sulla vita quotidiana dei cittadini: l’approvvigionamento dei beni di prima necessità e del carburante è sull’orlo della rottura.
La situazione appare particolarmente eterogenea ma severa:
- L’emergenza freschi: A subire il colpo più duro sono i comparti ad alta deperibilità. A Catanzaro, i supermercati mostrano banchi pescheria totalmente svuotati, mentre latte, farina e prodotti da forno sono ormai in via di esaurimento.
- Le criticità sul territorio: A Scalea e nell’area del Crotonese, le segnalazioni tracciano un quadro analogo: banchi semivuoti nel reparto ortofrutta, carenza di carni, salumi e latticini. In diverse località si registrano episodi isolati di corsa alle scorte per generi di prima necessità come uova, pasta e acqua minerale.
- I tempi di recupero: La grande distribuzione sta compensando attingendo alle ultime scorte di magazzino e facendo affidamento sui produttori locali a filiera corta. Tuttavia, le catene distributive avvertono: anche qualora il fermo dovesse concludersi formalmente in giornata, per il ripristino completo delle forniture e il pieno riassortimento dei banchi serviranno diversi giorni.
Rifornimenti e carburante: Locride e Statale 106 a secco
Non va meglio sul fronte dei carburanti. Le criticità maggiori si registrano lungo la fascia jonica, con particolare incidenza nella Locride e lungo la Statale 106, dove decine di impianti di erogazione sono rimasti totalmente privi di benzina e gasolio. Il ripristino dei flussi di carburante prosegue a rilento, condizionato dai tempi di percorrenza ritardati dei mezzi cisterne.
L’emergenza in Calabria si configura dunque non come un blocco totale delle attività, ma come una paralisi progressiva ed esasperante dei servizi essenziali, le cui ripercussioni rischiano di trascinarsi ben oltre la fine ufficiale delle proteste.





