Vertenza TIS, intesa vicina: pronti i primi 1.600 contratti e un sussidio per chi attende
Accordo tra Regione Calabria e sindacati per la stabilizzazione dei precari. In arrivo 631 euro al mese per tre mesi per chi è ancora scoperto.
CATANZARO – Un nuovo e concreto passo in avanti verso la risoluzione della complessa vertenza dei Tirocinanti di Inclusione Sociale (TIS) della Calabria. Questo l’esito dell’incontro svoltosi a Catanzaro tra l’assessore regionale al Lavoro, Giovanni Calabrese, il direttore generale del Dipartimento, Fortunato Varone, e i vertici di CGIL, CISL e UIL Calabria, affiancati dai rappresentanti delle categorie NIdiL, FeLSA e UILTemp.
I numeri presentati dalla Regione descrivono la portata dell’iter avviato: su 1.961 lavoratori inseriti nelle procedure di contrattualizzazione, 1.678 hanno già firmato il contratto presso i rispettivi Comuni. A questi si aggiungono i 1.087 oltre-sessantenni usciti dal bacino nell’ultimo anno. Dati che confermano la svolta per una vertenza complessa che per anni è rimasta priva di risposte strutturali.
Tuttavia, le organizzazioni sindacali mantengono alta la guardia. Per Cgil, Cisl e Uil il traguardo «non può dirsi raggiunto finché resterà anche un solo lavoratore senza certezze». Sotto i riflettori restano i 673 tirocinanti ancora in attesa di collocazione: 394 attualmente impegnati nei percorsi formativi del programma GOL e 279 del tutto privi di coperture o tutele.
Per rispondere nell’immediato alle esigenze di questo bacino, la Regione ha annunciato – su sollecito dei sindacati – l’erogazione dal 1° novembre di un assegno temporaneo di inclusione sociale da 631 euro mensili per tre mesi. A breve, inoltre, verrà pubblicato l’avviso per la misura dello “zainetto” previsto dalla legge regionale, mentre si valuta la fattibilità di un contributo una tantum per coprire le mensilità pregresse perse dai lavoratori.
Sul piano finanziario a lungo termine, la Cittadella è al lavoro su un emendamento alla Legge di Bilancio statale per intercettare 8 milioni di euro dal Governo centrale, risorse ritenute indispensabili per la chiusura definitiva della vertenza.
«La strada intrapresa è quella giusta e dimostra la bontà del confronto costruttivo con il Governo regionale», fanno sapere le segreterie di CGIL, CISL e UIL con le relative categorie di settore. «Il nostro obiettivo non è solo svuotare un bacino precario, ma restituire dignità e diritti a tutte le persone coinvolte. Vigileremo fino a quando anche l’ultimo lavoratore non avrà ottenuto una risposta definitiva».





