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VIDEO – Vertenza Konecta R, oltre 600 lavoratori senza futuro: adunanza al Comune di Crotone, ora la protesta va in Regione

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CROTONE — Oltre seicento lavoratori sospesi in un limbo d’incertezza, centinaia di famiglie col fiato sospeso e un interrogativo che pesa come un macigno sul futuro di un intero territorio: quale destino attende i dipendenti di Konecta R, l’ex colosso del call center Abramo Customer Care?

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La tensione si è toccata con mano questa mattina tra le mura dell’aula consiliare del Comune di Crotone, teatro di un’affollata e partecipata assemblea dei lavoratori. Al fianco delle maestranze, per fare fronte comune, il sindaco Vincenzo Voce, il vicesindaco, una rappresentanza di consiglieri comunali e Fabio Tomaino, segretario confederale regionale di Confial Calabria.

Un’emergenza sociale a termine: la vertenza Konecta R

Il quadro emerso dal confronto è drammatico. Per gli oltre 600 dipendenti calabresi della società — di cui quasi 400 concentrati nel solo perimetro urbano crotonese — non vi è alcuna garanzia di stabilità occupazionale che vada oltre il 31 dicembre 2026.

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La cassa integrazione straordinaria attualmente in vigore rappresenta solo una bombola d’ossigeno temporanea: scadrà alla fine del 2026 e riguarda ben 654 unità, mentre per altri 74 precari il baratro si è già concretizzato con il mancato rinnovo del contratto. In assenza di un piano industriale solido e di commesse in grado di garantire nuovi volumi di lavoro, la scadenza del ammortizzatore sociale rischia di tradursi in una vera e propria bomba ad orologeria per il tessuto socio-economico locale.

La mobilitazione: dal Consiglio comunale alla Cittadella Regionale

Rifiutando l’idea di un’attesa passiva, le parti sociali e l’amministrazione cittadina hanno concordato una linea d’azione comune e intransigente. Oltre alla convocazione di una seduta straordinaria del Consiglio comunale interamente dedicata alla vertenza, è stata deliberata l’organizzazione di una grande manifestazione di protesta davanti ai palazzi della Cittadella regionale a Catanzaro.

L’obiettivo è chiaro: chiamare in causa direttamente il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, per pretendere impegni vincolanti e risposte definitive. Sullo sfondo, resta l’iniziativa annunciata dal sindacato Confial, pronto a trasmettere la documentazione della vertenza agli uffici della Procura della Repubblica.

Senza investimenti, nuove commesse e un concreto intervento delle istituzioni regionali, il conto alla rovescia verso la fine del 2026 rischia di trasformarsi nel definitivo piano di crisi per centinaia di famiglie calabresi.

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