Salute

Sanità in Calabria, la ricetta della Tazzina della Legalità per fermare i viaggi della speranza

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Vertice strategico ad Azienda Zero per presentare un piano concreto contro la mobilità passiva. Il presidente Gaglianese: «Pronto il documento per il governatore Occhiuto».

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di Redazione

CATANZARO — Non più solo un elenco di criticità, ma un vero e proprio piano industriale per salvare la sanità calabrese. È questo il cambio di passo impresso dall’associazione “La Tazzina della Legalità”, che nei giorni scorsi è salita al nono piano della Cittadella regionale per incontrare i vertici di Azienda Zero. Al centro del tavolo, un dossier dettagliato volto a scardinare i nodi storici che costringono migliaia di calabresi a curarsi fuori regione.

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La delegazione dell’associazione — guidata dal presidente Sergio Gaglianese, affiancato dal referente per la Sanità Giovanni Primerano e dal responsabile della comunicazione Francesco Iuliano — è stata ricevuta dal direttore sanitario di Azienda Zero, Domenico Minniti, coadiuvato dai dirigenti Emiliana Osso e Francesco Russo. Un confronto tecnico e politico che segna il passaggio dalla fase di analisi a quella delle proposte operative.

Il peso della mobilità passiva: un buco da 362 milioni

Il punto di partenza è un dato drammatico contenuto nel Rendiconto 2025: la mobilità sanitaria passiva della Calabria supera i 362 milioni di euro. Una cifra astronomica che non rappresenta solo un dissanguamento per le casse regionali, ma una vera e propria piaga sociale per le famiglie, costrette a sostenere spese insostenibili per i “viaggi della speranza”.

Per arginare questa fuga, il referente Giovanni Primerano ha illustrato le linee guida del dossier elaborato dall’associazione. Il documento non si limita a fotografare il disastro, ma propone soluzioni a breve e medio termine: potenziamento della specialistica territoriale, accelerazione sulla diagnostica d’avanguardia e, soprattutto, una reale integrazione tra l’offerta pubblica e quella dei privati accreditati, per fare rete e trattenere i pazienti sul territorio.

Verso il documento programmatico

«Non siamo andati a fare la solita passerella o a protestare per ciò che non va», ha dichiarato con fermezza il presidente Sergio Gaglianese al termine del vertice. «Il nostro è stato un confronto concreto. La sanità calabrese non si risana con gli slogan, ma con la programmazione scientifica, l’analisi dei dati e scelte coraggiose capaci di produrre effetti immediati».

La macchina organizzativa è già in movimento per lo step successivo, che si preannuncia decisivo. Nei prossimi giorni è infatti previsto un nuovo incontro operativo per redigere il documento finale. Il testo sarà consegnato in prima battuta a Ernesto Esposito, direttore generale del Dipartimento Salute e Sanità della Regione Calabria, per poi essere sottoposto direttamente al presidente della Giunta regionale, Roberto Occhiuto, nella sua veste di commissario alla sanità.

«Vogliamo che questo percorso si traduca in riforme tangibili e verificabili dai cittadini», conclude Gaglianese. «La Tazzina della Legalità continuerà a vigilare e a fare la sua parte con spirito costruttivo, ma senza fare sconti a nessuno. La Calabria non può più aspettare».

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