Ambiente

Isola Capo Rizzuto, la Posidonia rinasce con il progetto “Re.D.”: biostuoie e cuscini ecologici per salvare le dune

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ISOLA DI CAPO RIZZUTO — Un’alleanza strategica tra scienza, associazionismo e istituzioni per ridisegnare il futuro delle nostre coste. Entra nel vivo sul litorale crotonese il progetto “Re.D. – Dune Restoration”, l’innovativa iniziativa finanziata dalla Regione Calabria e promossa dal Circolo Legambiente Le Castella APS, con l’autorevole supporto scientifico dell’ENEA. L’obiettivo è ambizioso: trasformare la Posidonia oceanica spiaggiata da presunto “rifiuto” a risorsa cruciale per la difesa della biodiversità e il contrasto all’erosione costiera.

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La sperimentazione, dopo una prima fase di raccolta e pulizia manuale da microplastiche e sabbia effettuata prevalentemente nei pressi di Le Castella, si è ora spostata sui litorali di “Sovereto” e “Saraceno”. Qui, l’applicazione pratica dei principi dell’economia circolare sta prendendo forma attraverso soluzioni ecologiche d’avanguardia.

Dai cuscini ecologici alle biostuoie: la metamorfosi della Posidonia

Il ciclo di riutilizzo ideato dai promotori si articola in passaggi tanto semplici quanto ingegnosi. Una parte della Posidonia recuperata è stata inizialmente impiegata per imbottire speciali “cuscini ecologici”. Questi manufatti, sagomati con le forme dei simboli dell’Area Marina Protetta Capo Rizzuto – come la tartaruga marina e il cavalluccio marino –, sono realizzati esclusivamente con fibre biocompatibili (juta, canapa, cocco e fibre vegetali autorizzate). Oltre a rappresentare un esempio tangibile di eco-design, i cuscini fungono da veri e propri strumenti di sensibilizzazione per bagnanti e turisti.

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Ma il vero cuore ingegneristico del progetto si svela nella fase successiva. Esaurita la loro funzione informativa, i cuscini vengono svuotati e la Posidonia viene inserita all’interno di biostuoie in fibra di cocco, sigillate con cuciture dello stesso materiale.

Una barriera naturale contro l’erosione

Questi moduli ecologici sono stati posizionati e georeferenziati sulla spiaggia di Sovereto. Nei piani dei ricercatori, le biostuoie fungeranno da incubatori naturali: degradandosi lentamente, offriranno il supporto ideale per l’attecchimento della flora dunale autoctona, favorendo il naturale ripascimento della spiaggia e consolidando la linea di costa contro le mareggiate. L’intera area sarà costantemente monitorata dai volontari di Legambiente per valutarne l’efficacia nel tempo.

Il progetto “Re.D.” dimostra così come la transizione ecologica passi anche dalla riscrittura del nostro rapporto con la natura: la Posidonia non è più un fastidio da rimuovere per far spazio agli ombrelloni, ma un tassello insostituibile per la sopravvivenza stessa delle nostre spiagge.

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