Terrore tra le mura domestiche a Filadelfia: arrestato un uomo per maltrattamenti ai genitori anziani
FILADELFIA (VV) — Minacce di morte continue, aggressioni fisiche e sistematiche richieste di denaro per alimentare uno stato di alterazione quasi perenne, spesso dovuto all’abuso di alcol. Un vero e proprio incubo familiare quello vissuto da due anziani coniugi di Filadelfia, nel vibonese, interrotto soltanto nelle scorse ore grazie all’intervento dei Carabinieri della Stazione locale. I militari hanno infatti eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti del figlio della coppia, ritenuto responsabile di reiterati maltrattamenti in famiglia.
Il provvedimento restrittivo, emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Lamezia Terme, giunge al termine di un’indagine lampo avviata lo scorso agosto. A far scattare gli accertamenti è stata la coraggiosa denuncia presentata dal padre dell’indagato. Presentatosi in caserma, l’anziano ha squarciato il velo di silenzio su una quotidianità fatta di vessazioni e violenze domestiche.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’uomo non si limitava alle violenze verbali e alle minacce di morte rivolte a entrambi i genitori, ma in diverse occasioni era arrivato a sottrarre loro denaro e gioielli. La spirale di violenza aveva toccato il culmine durante un’aggressione fisica particolarmente violenta, a causa della quale il padre era stato costretto a ricorrere alle cure dei sanitari in ospedale. Anche questo grave episodio era stato dettagliatamente refertato e denunciato.
Subito dopo la ricezione della querela, i Carabinieri hanno attivato d’urgenza le procedure previste dal “Codice Rosso”, informando tempestivamente la Procura della Repubblica di Lamezia Terme, guidata dal Procuratore Elio Romano. Parallelamente all’avvio delle indagini, i militari si sono attivati per garantire l’immediata messa in sicurezza delle vittime, offrendo loro il supporto necessario e le informazioni relative ai centri antiviolenza attivi sul territorio.
Le indagini, coordinate passo dopo passo dalla Procura lametina, hanno permesso di raccogliere un solido quadro probatorio a carico dell’indagato, culminato nell’emissione della misura cautelare. Dopo le formalità di rito in caserma, l’uomo è stato trasferito presso la casa circondariale di Catanzaro, dove rimarrà a disposizione dell’autorità giudiziaria.





