Il Teatro Rendano diventa un’aula speciale: gli studenti del Telesio protagonisti alla finale di “Music for Change”
COSENZA — Le luci del Teatro Alfonso Rendano si accendono su una mattinata che va ben oltre la semplice performance musicale. Lo storico palco cosentino ha ospitato la finale della 17ª edizione di Music for Change (storicamente nota come Musica contro le mafie), l’evento organizzato dall’omonima associazione sotto la direzione artistica del presidente Gennaro De Rosa. Un appuntamento che quest’anno ha assunto una veste ancora più intima e mirata: la platea è stata infatti riservata esclusivamente agli studenti del Liceo Classico “Bernardino Telesio” di Cosenza.
Non si è trattato di una semplice gita scolastica. Per oltre due ore e mezza, i ragazzi non sono stati spettatori passivi, ma il motore pulsante di un format live concepito per stimolare il pensiero critico attraverso le vibrazioni della musica contemporanea. Un vero e proprio percorso di Educazione Civica applicata, dove i grandi temi del nostro tempo sono stati tradotti in note e parole.
Dalla residenza creativa al palcoscenico
I sette finalisti arrivati a contendersi il premio sul palco del Rendano sono il frutto di una selezione rigorosa tra centinaia di candidati da tutta Italia. Prima di calcare le scene, gli artisti hanno vissuto l’esperienza del Sound Village: una residenza creativa e intensiva che li ha visti lavorare fianco a fianco con tutor, coach e produttori di spicco dell’industria discografica. Da questo laboratorio di contaminazione sono nati sette brani inediti, ognuno dedicato a una specifica urgenza sociale:
- Online/Offline: I Youngover hanno proposto “Splendide cornici”, un’ironica istantanea sul dualismo tra identità reale e virtuale.
- Equality: Livrea ha cantato “Mela”, rileggendo la figura di Eva in chiave di parità di genere e autodeterminazione.
- Borders: Andera, con “Adesso guardami”, ha affrontato il tema dei confini intesi come barriere da superare per affermare la propria identità.
- Eco Mood: Fremir ha metaforizzato la crisi climatica in “Alla mia festa”, descrivendola come una relazione ormai giunta al limite.
- Crossroads: Janaki ha portato sul palco le sonorità di “Tierra Viva”, un viaggio tra radici, migrazioni e contaminazioni culturali.
- Amplify Democracy: Federico Baldi ha cantato “Come i fantasmi”, un inno alla collettività contro la deriva dell’individualismo.
- Nine to Five: Luisiana ha chiuso il cerchio con “Poste Italiane”, fotografia generazionale sulla ricerca del proprio futuro tra precarietà e aspettative.
Supportati da una resident band che ha suonato rigorosamente dal vivo, i giovani artisti hanno lanciato un messaggio forte contro l’omologazione e l’indifferenza, dialogando direttamente con la sensibilità degli studenti in platea.
Una giuria di stelle e la conduzione di Gabriella Martinelli
A guidare il ritmo della mattinata è stata la cantautrice e performer Gabriella Martinelli, che ha saputo tenere le fila di uno spettacolo denso e vibrante. Il compito di valutare le esibizioni è stato affidato a tre figure di primissimo piano della scena musicale italiana, designate come “Artist Decider”: Andrea Mirò, cantautrice, polistrumentista e direttrice d’orchestra; HER, violinista e performer da sempre in prima linea per i diritti civili; e Carolina Bubbico, cantante e arrangiatrice, reduce dalla sua terza direzione d’orchestra al Festival di Sanremo 2026 al fianco di Ditonellapiaga.
L’evento si è chiuso tra gli applausi scroscianti dei ragazzi del Telesio, a testimonianza di come la musica, quando spogliata della pura logica commerciale, sappia ancora essere uno straordinario strumento di crescita, cittadinanza attiva e cambiamento sociale.





