Emergenza carburanti in Calabria, l’allarme di Confartigianato: «Aziende senza liquidità, servono riforme strutturali»
L’associazione sollecita interventi sul gasolio extrarete, il taglio delle accise e l’immediata operatività della Consulta regionale dell’autotrasporto.
CATANZARO – L’impennata del prezzo dei carburanti continua a prosciugare le casse delle aziende calabresi. Una crisi che rischia di trasformarsi da emergenza economica a vera e propria tensione sociale. A rilanciare l’allarme è Confartigianato Imprese Calabria, chiedendo al Governo centrale e alle istituzioni regionali misure correttive immediate e una riforma complessiva del sistema.
Il settore più colpito resta quello dell’autotrasporto, dove il carburante incide per circa il 35% sui costi totali di gestione. A gravare pesantemente sui bilanci è soprattutto l’acquisto del gasolio nel circuito extrarete, pagato a prezzi superiori rispetto alla normale distribuzione alla pompa. Secondo le rilevazioni dell’associazione, tra febbraio e settembre 2026 il prezzo industriale del gasolio (al netto delle imposte) è schizzato del 54,3%. In termini pratici, la spesa aggiuntiva per ogni singolo mezzo pesante ha raggiunto gli 11.200 euro, azzerando quasi del tutto i margini operativi e azzoppando la liquidità d’impresa.
Le richieste: dalle accise alla Consulta regionale
Di fronte a numeri simili, per Confartigianato non sono più sufficienti i soli sostegni congiunturali. L’organizzazione sollecita un intervento d’urto per bloccare le speculazioni e avviare una riorganizzazione strutturale delle accise.
Sul fronte locale, si torna a chiedere con forza l’entrata in funzione della Consulta regionale dell’autotrasporto. Organismo più volte annunciato ma di cui si attendono ancora gli sviluppi concreti. Nelle intenzioni dell’associazione, la Consulta dovrebbe fungere da tavolo permanente di monitoraggio per intercettare le criticità prima che degenerino in blocco delle attività.
L’appello alla Regione e il nodo ristori
L’appello di Confartigianato si rivolge direttamente alla presidenza della Regione Calabria. Pur riconoscendo la natura nazionale ed europea del caro energia, l’associazione invita i vertici regionali a far valere il proprio peso politico a Roma per portare le specificità del territorio all’attenzione dell’Esecutivo.
Resta infine aperta la partita dei ristori. L’annuncio del Ministero circa lo sblocco, dal 20 ottobre, dei pagamenti legati al credito d’imposta per il caro-carburante rappresenta un passaggio positivo, ma ritenuto insufficiente: «Aziende e autotrasportatori necessitano di prospettive di lungo periodo. I sostegni una tantum offrono un respiro momentaneo, ma senza una soluzione strutturale la stabilità del sistema economico calabrese rimane a forte rischio».





