Operazione “Social Card”: blitz all’alba tra Catanzaro e Vicenza, 24 misure cautelari per traffico di droga e armi
CATANZARO – Le schede del Reddito di cittadinanza usate come bancomat della droga, un’attività commerciale trasformata in “market dello spaccio” con tanto di cucina adibita a sala consumi, e una rete capillare capace di stendere i propri tentacoli dall’entroterra alla costa ionica. È questo il quadro emerso dall’operazione “Social Card”, scattata alle prime luci dell’alba di oggi, 14 ottobre 2026.
I Carabinieri del Comando Provinciale di Catanzaro, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) guidata dalla Procura di Catanzaro, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP nei confronti di 24 persone (12 in carcere, 9 ai domiciliari e 3 con obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria). Gli indagati sono accusati a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata al traffico e spaccio di stupefacenti e detenzione illegale di armi e munizioni.
Il market della droga con “sala degustazione”
Contestualmente agli arresti, i militari hanno apposto i sigilli a un’attività economica che serviva da base logistica e deposito per lo spaccio. Un dettaglio sconcertante emerso dalle indagini riguarda l’uso della cucina retrostante il locale, messa a disposizione dei clienti per il consumo immediato di cocaina sul posto.
Droghe pagate con i soldi dello Stato
A dare il nome all’inchiesta, condotta sul campo dai Carabinieri della Compagnia di Girifalco, è stato il singolare quanto diffuso metodo di pagamento: molti acquirenti pagavano le dosi consegnando direttamente ai pusher le proprie carte prepagate legate al Reddito di cittadinanza. Gli spacciatori trattenevano le tessere per prelevare in autonomia le somme dovute, dirottando così risorse pubbliche direttamente nelle casse del narcotraffico.
La struttura del gruppo e l’espansione nel Catanzarese
L’indagine nasce dall’analisi forense dello smartphone sequestrato a un pusher arrestato ad Amaroni. Quell’analisi ha consentito di dividere le piste investigative: se un primo gruppo criminale (attivo a Girifalco) era già stato smantellato nel maggio 2024 con 8 arresti, l’odierno filone ha svelato un’ulteriore organizzazione del tutto autonoma e altamente strutturata.
Con centro nevralgico a Cortale, il gruppo contava su ruoli ben definiti — corrieri, grossisti, staffette, custodi e persino addetti al recupero crediti — riuscendo a controllare lo spaccio in un’area vastissima: da Girifalco ad Amaroni, passando per il capoluogo Catanzaro, Vallefiorita, Squillace, fino all’area di Soverato (Badolato, Davoli, Sant’Andrea Apostolo) e Botricello.
Un gruppo definito dagli inquirenti particolarmente “spregiudicato”: nonostante gli arresti in flagranza subiti nel corso dei mesi, l’organizzazione si riorganizzava a tempo di record per non interrompere mai il flusso d’affari.
Il bilancio del sequestro: 500mila euro di droga e armi da sparo
Nel corso delle indagini sono stati sequestrati:
- Oltre 4 kg di cocaina
- 6,7 kg di marijuana
- 0,3 kg di hashish
- 1 pistola con matricola abrasa, dotata di filettatura per silenziatore e 10 proiettili calibro 7.65.
Il valore complessivo dello stupefacente sottratto alla piazza dello spaccio si aggira attorno ai 500 mila euro.
Il procedimento versa attualmente nella fase delle indagini preliminari e le responsabilità penali degli indagati dovranno essere vagliate nel corso del successivo confronto processuale con la difesa.





