Crotone, vertenza Konecta: centinaia di lavoratori senza risposte.Barbuto (M5S): «Istituzioni assenti, subito il tavolo regionale».
Si consuma nell’indifferenza delle istituzioni regionali il dramma dei lavoratori coinvolti nella vertenza Konecta. Una situazione giunta al punto di rottura e oramai trasformatasi in un’emergenza sociale a tutti gli effetti, di fronte alla quale la Giunta della Regione Calabria continua a rinviare risposte non più procrastinabili.
Centinaia di famiglie si trovano oggi sull’orlo del precipizio. Dopo anni segnati dal precariato con la vertenza Abramo CC, le promesse di stabilità legate al Progetto di Digitalizzazione si stanno rivelando un’illusione. Molti lavoratori hanno già esaurito la NASpI e si ritrovano senza alcun sostegno economico; altri affrontano una cassa integrazione con scadenza a fine anno, con la sola prospettiva di una proroga per un altro semestre e un futuro privo di certezze.
A sollevare con forza il caso è Elisabetta Barbuto (M5S), intervenuta a seguito di una drammatica lettera aperta trasmessa dai lavoratori e indirizzata anche al Presidente della Regione Roberto Occhiuto e all’Assessore al Lavoro Giovanni Calabrese. L’iniziativa si inserisce nel solco delle azioni già intraprese dal Movimento 5 Stelle a livello parlamentare, tra cui l’interrogazione al Ministro dello Sviluppo Economico Urso presentata dai deputati Anna Laura Orrico, Vittoria Baldino e Riccardo Tucci.
«Nonostante i proclaimed impegni e le rassicurazioni della Regione che prospettavano novità concrete entro settembre, ci troviamo di fronte a un muro di gomma», denuncia Barbuto, evidenziando come, a fronte della richiesta di un tavolo di confronto urgente inviata all’assessore Calabrese, si registri ancora l’assenza di un piano strategico.
Il rischio concreto è quello di assestare il colpo di grazia a un territorio, quello crotonese e calabrese, già penalizzato dagli indici nazionali sull’occupazione e sul tenore di vita. L’eventuale perdita definitiva di questi bacini occupazionali avrebbe ricadute economiche devastanti sull’intero tessuto commerciale e sociale locale.
I nodi da sciogliere riguardano anche la gestione dei fondi: resta da chiarire come le risorse da 20 milioni di euro destinate alla digitalizzazione rischino di tradursi nell’ennesima misura a termine. La richiesta indirizzata alla Giunta regionale è dunque quella di uscire dallo stallo, convocare immediatamente il tavolo istituzionale e assumere impegni chiari per tutelare l’occupazione e la dignità dei lavoratori coinvolti.





