Polo Oncologico Regionale: perché Lamezia Terme è la scelta strategica per la Calabria
LAMEZIA TERME – Le recenti dichiarazioni del professor Rocco Bellantone, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, tornano a riaccendere i riflettori su una delle piaghe più dolorose e annose della sanità calabrese: la migrazione sanitaria. Di fronte a costi umani ed economici sempre più insostenibili per migliaia di famiglie, appare ormai indilazionabile la creazione di un Polo Oncologico Regionale pubblico di altissimo livello. Un’infrastruttura d’eccellenza la cui collocazione naturale, per baricentro geografico e connessioni logistiche, non può che essere individuata nel Presidio ospedaliero “Giovanni Paolo II” di Lamezia Terme.
A rilanciare con decisione questa proposta è il dottor Pasquale Maria Natrella, componente del direttivo di Forza Italia Lamezia Terme. «Si tratta di una visione che trova il nostro pieno e convinto sostegno», spiega Natrella. «L’idea, già auspicata in passato, va oggi ribadita con forza: Lamezia rappresenta la sede naturale per ospitare il nuovo Polo Oncologico. Le parole del prof. Bellantone confermano l’urgenza di dotare la regione di un centro di riferimento che freni la mobilità passiva».
Il peso della mobilità passiva: un’emorragia da 326 milioni
I numeri descrivono una realtà drammatica. Attualmente la spesa per la mobilità sanitaria passiva genera in Calabria un saldo negativo che supera i 326 milioni di euro all’anno, zavorrando in modo determinante i conti del sistema sanitario regionale. Servono interventi strutturali straordinari per garantire cure qualificate a chilometro zero, evitando ai malati e ai loro cari snervanti e costosi “viaggi della speranza” verso gli ospedali del Nord.
In Calabria si stimano oggi circa 50 mila pazienti oncologici. Di questi, ben il 40% è costretto a curarsi fuori regione. Una diaspora che non incide soltanto sulle casse pubbliche, ma devasta l’equilibrio psicologico, familiare ed economico dei malati e dei caregiver che li accompagnano.
I dati dell’emergenza: oltre 10 mila nuove diagnosi all’anno
Secondo i report dell’Associazione Italiana Registri Tumori (AIRTUM), nel 2023 in Italia si sono registrate 391 mila nuove diagnosi. In Calabria il quadro resta critico: le stime indicano circa 10.350 nuovi casi all’anno e, solo nel 2023, si sono contati 4.570 decessi per tumore maligno (di cui 2.663 uomini). Sebbene la ricerca e i progressi terapeutici abbiano elevato la sopravvivenza media a circa il 65%, il cancro continua a rappresentare una delle primissime cause di mortalità sul territorio.
Il carico sugli Hub e la necessità di una rete integrata
L’analisi dell’attività chirurgica oncologica eseguita nel 2023 negli ospedali Hub della regione conferma la pressione sulle strutture esistenti: l’Azienda ospedaliera di Catanzaro ha registrato 419 interventi, seguita da Cosenza (175) e Reggio Calabria (101), per un totale di 695 operazioni complessive.
Dati che confermano la necessità non più rinviabile di potenziare la rete oncologica calabrese. Un centro d’eccellenza unico a Lamezia Terme permetterebbe di unificare in un solo luogo ad alta accessibilità l’assistenza al paziente, la diagnostica di ultima generazione, la ricerca scientifica e l’innovazione terapeutica.





