Reggio Calabria, inaugurato all’alba il ponte sul Calopinace: fine di un’attesa lunga otto anni
Taglio del nastro con gli studenti e il sindaco Cannizzaro. L’opera ricuce il fronte mare e collega il Parco Lineare Sud al Lungomare.
REGGIO CALABRIA – C’è voluta l’alba di un venerdì di ottobre per mettere la parola fine a un’attesa durata quasi otto anni. Alle 6 del mattino di venerdì 9 ottobre 2026, il nuovo ponte sul torrente Calopinace è stato ufficialmente inaugurato e aperto al transito, restituendo alla città di Reggio Calabria uno snodo viario strategico e lungamente atteso.
Una cerimonia all’alba nel segno del futuro
A testimoniare il valore simbolico dell’opera per le nuove generazioni, il taglio del nastro è stato affidato ai giovani studenti delle scuole cittadine. Tra di loro, un bambino di otto anni – la stessa età del cantiere appena concluso – ha idealmente aperto le barriere insieme al sindaco Francesco Cannizzaro e a una folta rappresentanza di cittadini che, nonostante l’ora insolita, non hanno voluto mancare all’appuntamento.
La nuova mappa della mobilità cittadina
L’infrastruttura non rappresenta soltanto il superamento di una frattura fisica, ma ridisegna la viabilità costiera della città dello Stretto. Il nuovo ponte connette direttamente il Parco lineare sud all’area del Tempietto, creando un corridoio continuo fino al lungomare Italo Falcomatà. L’opera si inserisce in un più ampio riassetto viario, facilitando i raccordi verso i grandi viali cittadini e la tangenziale, decongestionando il traffico e ricucendo finalmente il fronte mare reggino.
Lo scontro politico e il parallelismo con lo Stretto
L’inaugurazione, tuttavia, non ha mancato di riaccendere il dibattito politico locale e nazionale. Sull’opera è intervenuta duramente la senatrice della Lega, Tilde Minasi, che ha espresso forte soddisfazione per la chiusura del cantiere, non risparmiando critiche alle gestioni precedenti.
«In soli tre mesi si è riusciti a completare ciò che la precedente amministrazione targata Falcomatà, il PD e la sinistra non sono stati capaci di realizzare in ben dieci anni, segnati da ritardi incomprensibili e burattinate clamorose», ha dichiarato la parlamentare del Carroccio, sottolineando come l’efficienza amministrativa abbia impresso un cambio di passo decisivo. «È sotto gli occhi di tutti come oggi l’intera comunità apprezzi l’apertura di questo ponte di pochi metri, riconoscendo quanto un’opera infrastrutturale, anche locale, faccia bene alla città e ne migliori la quotidianità».
Minasi ha poi colto l’occasione per rilanciare la madre di tutte le battaglie infrastrutturali del Mezzogiorno: il collegamento stabile tra Calabria e Sicilia. «Se un piccolo ponte urbano genera così tanto entusiasmo e porta benefici immediati, come si può, a maggior ragione, continuare a opporsi con pregiudizi ideologici al Ponte sullo Stretto? Parliamo di un’infrastruttura di 3,3 chilometri destinata a unire due regioni e oltre 7 milioni di abitanti, trasformando il Mezzogiorno nel baricentro logistico del Mediterraneo. Oggi i reggini toccano con mano quanto sia fondamentale un ponte nel piccolo; da questa esperienza possono immaginare l’impatto straordinario che avrà la grande opera dello Stretto».





