Salute

Eccellenza medica a Cosenza: all’Annunziata asportata la milza con un’unica incisione per un tumore ovarico

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COSENZA – Un intervento di altissima precisione e complessità, che segna un nuovo traguardo per la sanità calabrese e conferma il percorso di digitalizzazione e potenziamento tecnologico intrapreso dall’ospedale SS. Annunziata di Cosenza. Nei padiglioni del nosocomio cosentino è stato eseguito con successo un delicato intervento di asportazione della milza (splenectomia) su una paziente affetta da tumore ovarico, utilizzando una tecnica chirurgica mininvasiva a singola incisione.

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L’operazione si colloca sulla frontiera più avanzata della chirurgia oncologica ginecologica e addominale, dimostrando come l’integrazione tra competenze cliniche di alto livello e tecnologie di ultima generazione possa fare la differenza nel trattamento di patologie ad alta complessità.

La sfida oncologica: perché asportare la milza?

Nelle fasi avanzate del tumore ovarico, le cellule neoplastiche tendono a diffondersi all’interno della cavità addominale, potendo colonizzare il peritoneo superiore e la superficie di organi vitali come la milza. In questi scenari clinici, la chirurgia di “debulking” (ovvero di massima citoriduzione tumorale) rappresenta l’arma principale per garantire l’efficacia delle terapie successive.

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L’asportazione della milza, insieme alla rimozione degli organi pelvici e dell’omento, diventa quindi un passaggio necessario per eliminare ogni residuo tumorale visibile. Si tratta di una procedura chirurgica di estrema delicatezza, eseguita solo in centri altamente specializzati, dove l’obiettivo della radicalità oncologica – fondamentale per migliorare la prognosi della paziente – deve essere costantemente bilanciato con la massima attenzione alla salvaguardia delle funzioni immunitarie del soggetto.

La svolta mininvasiva: il ruolo della tecnologia monoportale

La vera rivoluzione risiede nella modalità con cui è stato eseguito l’intervento. Tradizionalmente, operazioni di questa portata richiedevano ampi tagli addominali, con lunghi tempi di degenza e decorsi post-operatori complessi. Oggi, grazie all’evoluzione della laparoscopia e della robotica, la splenectomia può essere eseguita riducendo al minimo il trauma per il corpo.

All’Annunziata di Cosenza si è andati oltre, applicando la tecnica a singolo accesso transombelicale (nota come SILS/LESS) o l’utilizzo di piattaforme robotiche avanzate a porta singola (Single Port). Attraverso un’unica incisione millimetrica, i chirurghi sono in grado di introdurre telecamere con visione tridimensionale ad altissima definizione e strumenti snodabili capaci di compiere movimenti millimetrici con estrema precisione.

Benefici per il paziente e prospettive future

I vantaggi di questo approccio “ultra-mininvasivo” sono straordinari, soprattutto per pazienti oncologici che devono affrontare percorsi terapeutici complessi. Oltre all’evidente beneficio estetico legato alla presenza di una sola e quasi invisibile cicatrice, la tecnica garantisce una drastica riduzione del dolore post-operatorio, un minor rischio di infezioni e complicanze della ferita, e tempi di recupero estremamente rapidi. Ciò consente alle pazienti di riprendere in tempi brevi la propria vita quotidiana e di accedere tempestivamente alle eventuali terapie oncologiche complementari.

L’applicazione di queste metodiche d’avanguardia all’ospedale di Cosenza non rappresenta solo un successo isolato, ma testimonia la crescita di un polo d’eccellenza capace di coniugare il rigore del trattamento oncologico con il rispetto della qualità della vita della paziente, riducendo la necessità di migrazione sanitaria verso altre regioni.

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