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Grande successo per Pollino-Sybaris archeologia, natura e note d’avanguardia: la Calabria riscopre il turismo fuori stagione

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Oltre mille visitatori in mezza giornata al Museo della Sibaritide. Il bilancio dei promotori: «Ha vinto la sinergia del territorio»

CASSANO ALL’IONIO — Un itinerario diffuso che unisce le vette del Pollino alle sponde del Mar Ionio, trasformando la geografia in una mappa sonora e culturale. Si è conclusa con un bilancio estremamente positivo la prima edizione di Pollino-Sybaris, itinerari e musica, la rassegna che dal 2 al 4 ottobre ha attraversato e messo in rete il patrimonio naturalistico, archeologico e antropologico del nord della Calabria.

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I numeri della tre giorni testimoniano l’efficacia di una formula capace di generare flussi turistici inediti e di forte richiamo. Spiccano, in particolare, la straordinaria affluenza registrata alle Grotte di Sant’Angelo a Cassano all’Ionio e il boom di presenze al Museo Archeologico Nazionale della Sibaritide, che ha accolto ben 1.021 visitatori nell’arco di appena mezza giornata.

La forza della rete territoriale

«Dietro al successo di Pollino-Sybaris c’è stato un grande lavoro di rete territoriale», spiegano con soddisfazione Giovanni Gagliardi, Donato Sabatella, Sergio Senatore e Manuela Laiacona, soci fondatori di Catasta. L’impresa sociale — che gestisce l’hub turistico del Parco Nazionale del Pollino a Campotenese, il welcome point del Parco Archeologico di Sibari e quello delle Grotte di Sant’Angelo — ha ideato e promosso il festival proprio con l’obiettivo di destagionalizzare l’offerta. «Tutti gli attori coinvolti, dagli enti alle associazioni, hanno operato in sinergia per promuovere questa parte della Calabria come destinazione turistica al di fuori della stagione estiva. Il format ha dimostrato che esiste un sistema di accoglienza ben organizzato e che alla base della crescita di una destinazione c’è lo spirito di collaborazione».

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Dalle vette del Pollino al mare di Sibari: le tappe del viaggio

Il festival ha proposto un vero e proprio cammino geografico e sensoriale. Il debutto si è consumato il 2 ottobre proprio a Campotenese, nel cuore del Pollino, dove l’artista N.A.I.P. ha proposto un’intensa rilettura della poetica di Franco Costabile. Il giorno successivo, la carovana si è spostata nelle suggestive Grotte di Sant’Angelo. Qui, grazie alla collaborazione con l’associazione Felici & Conflenti, la ricerca sulle tradizioni musicali calabresi si è fusa con la composizione site-specific “TENEBRAE” di Christian Ferlaino, le esibizioni dei suonatori tradizionali e il concerto finale del cantautore Peppe Voltarelli.

La giornata conclusiva del 4 ottobre si è aperta alle prime luci dell’alba nella Riserva Naturale Regionale Foce del Crati. Sulle note dell’Ensemble di ottoni Mantia Grass (a cura dell’Orchestra di Fiati di Morano), i visitatori hanno potuto esplorare l’habitat costiero insieme agli attivisti di Amici della Terra, per poi visitare il Museo del Mare di Sibari.

Il gran finale si è tenuto nella cornice millenaria del Parco Archeologico di Sibari. La programmazione musicale, curata in partnership con Open Sound, ha offerto una maratona di respiro internazionale: dalle armonie vocali del trio cosentino Tarab Ensemble alla prima esibizione nel Sud Italia dell’artista giapponese Hatis Noit, originaria di Hokkaido. Sul palco sono saliti anche il progetto ANTICO (composto da Alfio Antico, Lorenzo Urciullo in arte Colapesce e Mario Conte), l’anteprima mondiale di CCCC — il nuovo e attesissimo progetto di Chiara Civello & Clap! Clap! — e la performance di Future Nomadz & Meg. Uno spettacolo poliedrico che ha saputo traghettare il pubblico tra avanguardia elettronica, canzone d’autore e pura sperimentazione vocale.

Un nuovo modello di valorizzazione

L’evento è stato realizzato da Catasta con la curatela artistica di Daccapo Comunicazione e una fitta rete di partner, tra cui il Comune di Cassano all’Ionio, i Parchi Archeologici di Crotone e Sibari, l’Associazione Guide Ufficiali del Parco del Pollino, il CEA Pollino Calabria e l’Associazione Laghi di Sibari.

L’esperimento di Pollino-Sybaris dimostra come la cultura e la musica possano diventare strumenti concreti di pianificazione territoriale, capaci non solo di intrattenere, ma di ridefinire le connessioni tra le comunità locali, il paesaggio e i visitatori.

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