Alta Velocità e nodo Statale 106, la sferzata di Sergio Ferrari: la sua Commissione detta l’agenda sul futuro della Calabria.
In una seduta fiume, densa di tensioni e aspettative, la IV Commissione consiliare “Ambiente e Territorio”, sotto la presidenza di Ferrari, si è trasformata oggi nel crocevia nevralgico dove le istanze più profonde della Calabria hanno incontrato – e talvolta sfidato – le mastodontiche strategie infrastrutturali calate dall’alto. Non una semplice riunione, ma un vero e proprio laboratorio di democrazia partecipata, orchestrato attorno a tre snodi cruciali per il futuro della regione, con un’agenda fitta di audizioni che ha visto sfilare amministratori locali, comitati e tecnici in un serrato dialogo sulla direzione dello sviluppo regionale. L’obiettivo dichiarato, quasi un manifesto programmatico, è stato quello di ergersi a cassa di risonanza per le comunità, un ponte istituzionale per traghettare le criticità dai municipi ai tavoli decisionali dei Dipartimenti e dei colossi attuatori.
A infiammare il dibattito è stata, prima fra tutte, la questione incandescente della variante alla Strada Statale 106. Un tema che non è nuovo ai corridoi della politica regionale, ma che la Commissione Ferrari ha voluto nuovamente scoperchiare, testimoniando la sua centralità quasi ossessiva per il destino della fascia ionica reggina. L’impulso è arrivato direttamente dal vertice dell’assemblea legislativa, con il Presidente del Consiglio regionale Salvatore Cirillo che, rompendo il protocollo, ha presenziato ai lavori per blindare l’attenzione sulla Vallata dello Stilaro. Il suo intervento è stato un monito potente: la progettazione deve procedere in simbiosi con il territorio, non come un corpo estraneo imposto da logiche aliene. Cirillo ha evocato le battaglie già vinte per mitigare l’impatto di soluzioni progettuali draconiane, ribadendo l’urgenza di approdare a un progetto definitivo per non dissipare i finanziamenti, ma senza mai sacrificare il dialogo con ANAS e, soprattutto, con i sindaci.
E proprio i sindaci sono diventati i protagonisti di un confronto senza filtri. La voce della Vallata dello Stilaro ha trovato la sua sintesi nell’intervento appassionato di Francesco Cagliuso, primo cittadino di Caulonia, che ha dipinto con nettezza i contorni di un progetto percepito come una ferita al tessuto urbanistico e paesaggistico locale. Non un “no” pregiudiziale all’opera, ma una richiesta ferma di riconsiderare un’alternativa progettuale più armonica, sostenibile, equa; una strada che unisca senza devastare, che salvi il paesaggio e non recida i legami vitali con l’entroterra.
Dall’altra parte della barricata, la replica di ANAS, affidata alla competenza tecnica dell’ingegner Malizia, ha riportato il dibattito sui binari della complessità procedurale e dei tempi tecnici ineludibili per un’opera di tale magnitudo. Pur garantendo massima apertura al dialogo, Malizia ha ricordato che solo al termine della fase di dibattito pubblico, con la definizione chiara delle alternative, si potrà stilare una gerarchia di priorità e dare il via, auspicabilmente entro il prossimo anno, alla progettazione dei lotti strategici.
Chiuso, ma non archiviato, il capitolo asfalto, i riflettori si sono spostati su un’altra arteria vitale per il futuro calabrese: la linea ferroviaria ad Alta Velocità Salerno – Reggio Calabria. Sollecitata da un vasto fronte associativo del reggino, l’audizione ha svelato le profonde ansie che circondano un’infrastruttura tanto agognata quanto nebulosa nei suoi contorni. Attraverso un contributo tecnico di RFI, la Commissione ha tentato di fare il punto, ma dal confronto sono emerse con prepotenza le domande che assillano i territori: una visione strategica d’insieme, un cronoprogramma blindato e, soprattutto, la certezza delle coperture finanziarie. La richiesta non è solo di un treno più veloce, ma di una vera rivoluzione su ferro che possa drasticamente ridurre le distanze e riscrivere le sorti economiche e sociali della regione.
In coda ai lavori, quasi a simboleggiare una pausa di riflessione tecnica, è stato rinviato per approfondimenti l’esame della proposta di legge n. 66/13^ sull’integrazione alla normativa in materia di vincolo idrogeologico.
L’intera giornata ha così scolpito l’immagine di una Commissione che rifiuta il ruolo di mero ratificatore, per indossare le vesti scomode ma necessarie del mediatore, confermando che lo sviluppo, per essere autentico, non può che germogliare dall’ascolto e dalla sintesi, costruendo il futuro non sulla testa dei cittadini, ma attraverso il loro consenso.





