Cronaca

Furti di “oro rosso” sui binari: caos e treni paralizzati nel Vibonese

Cavi tranciati sulla linea Rosarno-Eccellente via Tropea. Tecnici RFI al lavoro per ripristinare la sicurezza, ma l’emergenza dei furti di rame si conferma una piaga nazionale.

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VIBO VALENTIA – Un nuovo pesante attacco alle infrastrutture ferroviarie torna a mettere in ginocchio i trasporti in Calabria. L’ennesimo furto di rame, compiuto questa volta lungo la linea tirrenica nel Vibonese, ha letteralmente paralizzato la circolazione sulla tratta Rosarno–Eccellente via Tropea. Il bilancio per i pendolari e i viaggiatori è pesante: treni cancellati, ritardi accumulati e una giornata di forti disagi, con le squadre tecniche di Rete Ferroviaria Italiana (RFI) costrette a un lavoro straordinario per ripristinare gli impianti e garantire le necessarie condizioni di sicurezza.

La dinamica del guasto ricalca un copione ormai tristemente noto alle forze dell’ordine e ai tecnici della manutenzione. I ladri hanno preso di mira i cavi sotterranei dedicati all’alimentazione elettrica e ai sistemi di segnalamento della linea. Un sabotaggio in piena regola che ricorda da vicino i recenti e sistematici tagli multipli di cavi in rame e fibra ottica registrati sempre in Calabria, capaci di bloccare l’intera dorsale tirrenica e jonica, con ripercussioni persino sui treni ad Alta Velocità, oltre che su Intercity e Regionali nella tratta tra Battipaglia e Paola.

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Quello del furto di rame, d’altronde, non è un fenomeno isolato o circoscritto al Meridione. Le cronache recenti evidenziano come la caccia all’oro rosso colpisca con la stessa precisione chirurgica anche il Nord Italia. Solo di recente, in Lombardia, un analogo raid sulla tratta Saronno–Como ha costretto i gestori a sospendere completamente la circolazione ferroviaria, istituendo autobus sostitutivi per tamponare l’emergenza e lasciando in eredità ritardi superiori ai trenta minuti anche a diverse ore dal termine dei lavori di ripristino.

Sul fronte vibonese, i tecnici di RFI sono intervenuti tempestivamente per sostituire le centinaia di metri di cavo sottratti e procedere ai delicati test di sicurezza prima di poter dare il via libera alla riapertura della linea. Le autorità ferroviarie hanno comunque invitato i passeggeri alla prudenza, avvertendo che nelle ore successive alla riapertura saranno possibili ulteriori rallentazioni, variazioni di percorso e cancellazioni residue, necessarie fino al completo assestamento e alla normalizzazione del traffico.

L’episodio sulla Rosarno–Eccellente riaccende inevitabilmente i riflettori su un fenomeno criminale che non rappresenta più un semplice reato di microcriminalità, ma una vera e propria minaccia alla sicurezza dei trasporti e alla regolarità del servizio pubblico. Un business illecito altamente redditizio che richiede, ora più che mai, un potenziamento immediato dei sistemi di videosorveglianza e una vigilanza più stringente lungo i punti nevralgici della rete ferroviaria nazionale.

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