Tempesta sul nuoto crotonese : scontro tra i rincari per la piscina comunale, e le ombre sul cantiere dell’ altra piscina “ex Coni”
CROTONE – La piscina comunale “Giovanni Paolo II” di Crotone finisce al centro di una dura contesa che unisce la sostenibilità dello sport di base alla sicurezza ambientale del territorio. Tra delibere comunali contestate, tariffe per il nuoto agonistico che rischiano di pesare sulle famiglie e l’ombra della gestione dei materiali da demolizione dell’ex piscina Coni, la gestione dell’impiantistica sportiva cittadina si trasforma in un caso politico e sociale.
Il nodo tariffe: promozione finita o rincaro insostenibile?
La miccia che ha acceso la protesta delle società sportive è la Delibera di Giunta Comunale n. 323 del 7 settembre 2026. Le famiglie della ASD Kroton Nuoto denunciano un balzo del costo orario per corsia a 35 euro, stimando aumenti fino al 460% rispetto al 2025: una cifra che, secondo l’associazione Poseidon, rischia di trasformare lo sport in un “lusso” per pochi, spingendo molti giovani atleti ad abbandonare l’attività agonistica. Le associazioni chiedono a gran voce tariffe dedicate e l’apertura immediata di un tavolo istituzionale.
La replica di Piazza Resistenza non si è fatta attendere. L’Amministrazione comunale e l’assessore Bossi rigettano la narrazione dei rincari, precisando che la tariffa per il nuoto agonistico non è oraria, bensì riferita a una seduta di allenamento della durata massima di un’ora e mezza. Il costo reale si attesta così a 25 euro all’ora, una cifra definita in linea con il tariffario approvato nel settembre 2022 (DGC n. 369) e confermato a marzo 2026.
Secondo il Comune, la tariffa di 16 euro applicata nei mesi scorsi dal Centro Federale FIN era solo un’agevolazione promozionale temporanea per favorire il riavvio della struttura. Esaurita quella fase, l’Ente rivendica la necessità di garantire il pareggio di bilancio a fronte dell’impennata dei costi energetici globali.
L’ombra dell’amianto sul cantiere dell’ex Coni

Parallelamente al dibattito economico, si apre un fronte delicato sul piano della salute pubblica. Il consigliere comunale Giuseppe Trocino ha presentato un’interrogazione urgente sulla riqualificazione dell’ex piscina Coni al Molo Sanità.
Al centro dei timori c’è il deposito di circa 4.300 metri cubi di materiale di scavo e demolizione in via Di Vittorio, un’area adiacente a un campetto da calcio frequentato quotidianamente da bambini e famiglie. Dalla documentazione tecnica emergerebbe la rimozione, antecedente alle demolizioni, di circa 500 kg di materiali contenenti amianto in cattivo stato di conservazione. Trocino chiede massima trasparenza: si sollecitano chiarimenti sui campionamenti aerometrici, sulle analisi di decontaminazione e sui motivi per cui tali materiali siano stati stoccati sul suolo pubblico, con il rischio di configurare un deposito incontrollato di rifiuti speciali.
La via d’uscita: transizione ecologica e dialogo
Se da un lato il Comune difende la legittimità formale di tariffe ancorate ai parametri emergenziali del 2022 – anno nero della crisi energetica –, dall’altro appare evidente che scaricare la quadratura dei conti unicamente sulle corsie rischia di penalizzare l’anello più debole: le famiglie e gli atleti.
La vera svolta per il futuro della piscina olimpionica con vasca da 50 metri non può passare da una rigida contabilità, ma da interventi strutturali non più rimandabili. La strada maestra per abbattere i costi di gestione è quella dell’efficientamento energetico: l’installazione di impianti fotovoltaici per l’autoproduzione di elettricità e l’intercettazione di fondi regionali ed europei per la transizione ecologica degli impianti pubblici.
Per superare l’impasse, la comunità sportiva chiede che Amministrazione, gestori e società si riuniscano al più presto. Solo un dialogo costruttivo e tariffe proporzionate all’impegno sociale delle associazioni potranno salvare un presidio fondamentale di salute e socialità per la gioventù crotonese.





