La musica si nasconde nei boschi: successo per le prime giornate di Opera Sila
C’è un’immagine che più di tutte fotografa il debutto di Opera Sila, il festival gratuito ideato da Vivodimusica: una carovana silenziosa e ordinata di oltre cinquecento persone che attraversa i sentieri della montagna calabrese, muovendosi al ritmo lento del bosco. Sabato 5 e domenica 6 settembre, l’altopiano non è stato un semplice palcoscenico, ma un’esperienza collettiva vissuta nel segno del rispetto, della meraviglia e della condivisione. Una comunità temporanea che ha scelto di abitare la natura, anziché limitarsi a consumarla.
Le “imboscate artistiche”: dove la musica appare all’improvviso
La formula della rassegna ha scardinato i canoni tradizionali dello spettacolo dal vivo, fondendo escursionismo, divulgazione scientifica e performance acustiche. Lungo il cammino, guidati da esperti ambientali, i partecipanti si sono imbattuti nelle cosiddette “imboscate artistiche”: apparizioni musicali improvvise, senza palchi né transenne, nate per azzerare la distanza tra artista e pubblico.
È accaduto alla sorgente del fiume Crocchio (nella suggestiva Valle Lunga di Tirivolo), dove la fisarmonica solitaria di Carmine Ioanna ha ipnotizzato i presenti fondendosi con il silenzio del luogo. Poco distante, davanti ai resti di “Prometeo” – l’abete bianco millenario distrutto venticinque anni fa da un incendio – Claudia Vacca ha rievocato il mito della rinascita e della resistenza della natura.
La narrazione della biodiversità silana ha trovato voce anche grazie alla passione di Giovanni Vizza e Carmine Lupia, capaci di trasformare la divulgazione sul pino laricio in un racconto emozionale. Sulla storica strada Borbonica è stata poi la volta di Francesco Forni con le sue ballate napoletane, seguito dall’esibizione di Sergio Caputo. Il cantautore, proponendo classici come Sabato italiano, è rimasto stregato dalla maestosità della Sila, accostandola per suggestione ai grandi parchi americani come Yellowstone.
L’incanto acustico dei Neri per Caso e lo spirito del luogo
Il secondo giorno ha regalato uno dei momenti più intimi del fine settimana: i Neri per Caso hanno abbandonato microfoni e amplificatori per esibirsi a cappella su un ponticello affacciato sul lago, all’interno del Centro Visite “Garcea” di Taverna. «Questo festival unisce due bellezze: quella della musica e quella della natura», hanno commentato gli artisti. Un concetto ribadito dal direttore artistico Antonio Pascuzzo: «Il senso è non portare il bosco dentro un concerto, ma portare la musica dentro il bosco con rispetto e discrezione».
Anche il clima rigido del mattino, introdotto dalle spiegazioni meteorologiche di Francesco Benevento, è diventato parte integrante dell’esperienza, un elemento naturale con cui misurarsi senza filtri.
Il dibattito all’Ovile: memoria, identità e paesaggio sonoro
Nel pomeriggio, il festival ha cambiato ritmo con “Ritorno all’Ovile”, il format di approfondimento curato da Pascuzzo e Ivan Talarico. Sotto forma di un talk informale in mezzo alla campagna, l’incontro ha stimolato riflessioni profonde sull’identità calabrese e sul senso di comunità.
Particolarmente toccante l’intervento dello storico Nando Castagna, che ha ricordato come nel 1944 la città di Catanzaro seppe accogliere con straordinaria generosità migliaia di sfofati del Lazio e della Campania (meritando nel 2022 la Medaglia d’Oro al Merito Civile), una pagina di solidarietà oggi quasi dimenticata che interroga il nostro presente. A completare la riflessione è stato Raffaele Costantino (DJ e conduttore radiofonico), che ha guidato il pubblico alla scoperta del “paesaggio sonoro”, quell’equilibrio perfetto tra i suoni della terra (geofonia), degli esseri viventi (biofonia) e dell’uomo (androfonia).
Un successo da tutto esaurito in attesa del secondo weekend
Il successo di questa prima parte di Opera Sila – che ha registrato il sold out nelle prenotazioni e un importante indotto turistico grazie al progetto “Do Ut Jazz” – è stato reso possibile da una fitta rete di volontari, associazioni (tra cui Valle dell’Alli, Protezione Civile Angeli della Sila e Protezione Civile di Zagarise) e ristoratori locali.
La carovana è ora pronta a rimettersi in cammino: sabato 12 e domenica 13 settembre il festival tornerà nell’area di Tirivolo. Sono attese nuove “imboscate” con Raiz & Solis String Quartet, Awa Ly, Nico Arezzo, Motta e Alessandro Malerba, oltre a un omaggio a Pino Daniele in collaborazione con il Club Tenco.
Il progetto è realizzato con il sostegno della Regione Calabria (Fondi POC 2014/2020 – Dipartimento Turismo, Cultura e Marketing Territoriale) nell’ambito di “Calabria Straordinaria”, con il supporto di DNA Logistica e Paradiso Auto, e in partnership con il Comune di Taverna, il Parco Nazionale della Sila e il Reparto Carabinieri Biodiversità di Catanzaro.





