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VIDEO – Il bronzo che sfida il tempo: la Magna Grecia di Antonio Affidato conquista il MArRC di Reggio Calabria

Inaugurata al MArRC la mostra dello scultore Antonio Affidato, curata da Daniele Castrizio. Nove opere in dialogo con il mito magnogreco nella cornice di Piazza Paolo Orsi fino al 18 settembre 2026.

REGGIO CALABRIA – Un filo invisibile, ma solidissimo, lega la grande statuaria antica alla ricerca estetica dei nostri giorni. Quel filo è il bronzo, materia capace di plasmare il mito e sfidare il tempo. Da lunedì 31 agosto, questo dialogo ravvicinato ha trovato una nuova cornice all’interno del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria (MArRC) con l’inaugurazione di “Rara Avis – Ritratti in bronzo dalla Magna Grecia al contemporaneo”, mostra personale dell’artista crotonese Antonio Affidato, curata dal professor Daniele Castrizio.

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L’esposizione, allestita nella centralissima Piazza Paolo Orsi, si sviluppa a pochi passi dalla sala che custodisce i Bronzi di Riace. Una scelta non soltanto logistica, ma profondamente simbolica: nove opere contemporanee che rileggono personaggi, miti e simboli del mondo antico, ponendosi in diretta connessione con i due capolavori assoluti della bronzistica classica.

Un ritorno alle origini

Per Antonio Affidato si tratta di un ritorno significativo. Il percorso di Rara Avis ha mosso infatti i suoi primi passi proprio a Reggio Calabria, in occasione delle celebrazioni per il cinquantesimo anniversario del ritrovamento dei Bronzi di Riace, per poi toccare tappe prestigiose nei Musei Archeologici Nazionali di Crotone e Taranto. Oggi la mostra torna laddove tutto è cominciato, arricchita di nuove sfumature.

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«Abbiamo voluto sposare questo progetto perché vogliamo esaltare la competenza artistica calabrese», ha spiegato il Direttore del MArRC, Fabrizio Sudano, sottolineando la forte affluenza e l’interesse già registrato nei primi giorni di apertura. «Non c’è solo il legame con la mitologia greca e magnogreca, ma anche un filo conduttore materico. Il bronzo accomuna la mano di Affidato agli scultori che hanno elaborato meraviglie come i Bronzi di Riace».

Il dialogo con l’antico: confronto, non imitazione

La mostra non nasce con l’intento di replicare pedissequamente il passato, bensì di interrogarlo. Un concetto ribadito con forza dal curatore, il professor Daniele Castrizio: «Rara Avis dialoga con l’antico e riscopre il valore di una discussione, che non è mai uno sfregio dell’arte moderna verso quella passata». Per Castrizio, l’esposizione assume anche una forte valenza civile e identitaria: «È la speranza che questa regione si riappropri definitivamente della sua storia, del suo orgoglio e della sua dignità. C’è un fil rouge che lega le opere ed è l’amore per Crotone: i miti non ci dividono, ci accomunano».

Dal canto suo, l’artista si interroga sul valore attuale di questa eredità: «Si apre un ponte verso il passato come a qualcosa di non concluso», ha dichiarato Antonio Affidato. «La domanda è: quanto possiamo ancora imparare dal patrimonio della Magna Grecia? I valori umani e divini incarnati da queste figure continuano a insistere nel contemporaneo, nelle domande che l’uomo continua a porsi oggi».

La cultura come brand territoriale

All’inaugurazione ha preso parte anche il sindaco di Reggio Calabria, Francesco Cannizzaro, che ha individuato nella mostra un’opportunità di riscatto territoriale: «La Calabria ha straordinarie potenzialità, ma soprattutto ha una storia da raccontare. Se non raccontiamo il passato, non possiamo narrare il futuro». Secondo il primo cittadino, iniziative di questo livello sono fondamentali per consolidare il “brand Calabria”, facendo della cultura un volano di sviluppo e coesione.

Alla cerimonia di inaugurazione ha partecipato una folta rappresentanza del mondo scientifico, istituzionale e culturale, tra cui il Direttore dell’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria, il Questore di Crotone e i delegati del Ministero della Cultura e del Museo di Taranto.

La mostra Rara Avis rimarrà aperta al pubblico in Piazza Paolo Orsi fino al 18 settembre 2026, offrendo ai visitatori un’occasione unica per riscoprire come l’antico possa ancora, con straordinaria forza, parlare al nostro presente.

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