Olio Lametia DOP, il Consorzio chiama a raccolta i produttori: «Più certificazione per battere la volatilità dei prezzi»
L’appello agli operatori della filiera per fare massa critica e aggregare l’offerta. Il presidente Taccone: «Diamo forza alla denominazione e tratteniamo il valore sul territorio»
LAMEZIA TERME – Blindare il valore del prodotto sul territorio, superare le insidie della volatilità dei prezzi dello sfuso e presentarsi sui mercati con un’identità forte e riconoscibile. È questa la ricetta del Consorzio di Tutela dell’Olio Extra Vergine di Oliva Lametia DOP, che lancia un appello programmatico a olivicoltori, frantoiani e confezionatori dell’area della denominazione in vista della prossima campagna olearia.
La strategia indicata dal Consorzio è chiara: spingere con decisione sulla certificazione e sul confezionamento, aggregando al contempo una quota sempre maggiore di produttori. L’obiettivo industriale e commerciale è fare “massa critica”, superando la frammentazione dell’offerta per dare alle aziende agricole locali gli strumenti necessari a governare le oscillazioni del mercato globale.
La svolta del confezionato: identità e valore
Se è vero che imbottigliare e certificare richiede un maggiore sforzo organizzativo e investimenti mirati, è altrettanto vero che rappresenta l’unico vero scudo contro le fluttuazioni dei listini dello sfuso. Il confezionamento permette infatti di legare indissolubilmente l’olio al nome del produttore e al suo territorio d’origine, costruendo un canale di fiducia diretto con il consumatore finale.
A fare da garante in questo processo è il rigido disciplinare della Denominazione di Origine Protetta. Ogni singola bottiglia di Lametia DOP viene infatti tracciata lungo tutta la filiera e identificata da una fascetta numerata dello Stato. Un sigillo di garanzia fondamentale in un mercato in cui i consumatori sono sempre più attenti alla trasparenza e alla qualità certificata.
Fare massa critica per crescere
Perché questo modello funzioni, tuttavia, servono i numeri. Aumentare i volumi di olio certificato è la condizione necessaria per poter pianificare campagne promozionali di ampio respiro, garantire continuità di fornitura alla distribuzione e affacciarsi su nuovi mercati nazionali ed esteri.
Fondato nel 2000, il Consorzio conta oggi 17 aziende associate. Un nucleo solido che punta ora ad allargarsi. Per farlo, l’organismo di tutela scommette sulla sinergia strategica con le istituzioni regionali e locali: un asse di ferro con la Regione Calabria e le amministrazioni comunali è ritenuto vitale per intercettare risorse, finanziare la promozione e strutturare progetti di sviluppo a lungo termine.
Un patrimonio da difendere tra ulivi secolari e oleoturismo
L’Olio Lametia DOP, d’altronde, non è solo un asset economico, ma un pilastro paesaggistico e culturale della Calabria. Ottenuto per almeno il 90% dalla cultivar autoctona Carolea, questo extravergine nasce nella Piana di Lamezia Terme, un territorio disegnato da ulivi ultracentenari. Custodire questo patrimonio significa anche sostenere il presidio umano e ambientale degli agricoltori nelle aree rurali.
In quest’ottica, la nuova campagna olearia alle porte si candida a diventare anche un veicolo di promozione turistica. Il Consorzio punta infatti a trasformare frantoi e aziende in veri e propri centri di cultura gastronomica, scommettendo sull’oleoturismo, sulle visite guidate e sulle degustazioni per far toccare con mano ai visitatori la nascita di un prodotto d’eccellenza.
La voce della presidenza
«Il futuro della nostra olivicoltura passa dalla capacità di dare identità e valore all’olio e di affrontare insieme le oscillazioni del mercato», spiega Pierluigi Taccone, presidente del Consorzio Lametia DOP. «Certificare e confezionare richiede più impegno, più organizzazione e una visione di lungo periodo, ma permette al produttore di presentarsi direttamente al consumatore con il proprio lavoro e con il nome del territorio. Abbiamo bisogno di più aziende, più partecipazione e maggiori quantità di prodotto certificato. Come Consorzio vogliamo lavorare in questa direzione, insieme agli operatori dell’area DOP, alla Regione Calabria e alle altre istituzioni, per dare alla denominazione la forza necessaria per crescere e trovare nuovi spazi sul mercato».
La sfida per la prossima campagna olearia è lanciata: fare squadra per trasformare la qualità della Carolea in un motore di ricchezza per le imprese e per l’intero territorio lametino.
La scheda: Identikit del Lametia DOP
- La fondazione: Il Consorzio di Tutela è nato nel 2000 per proteggere e valorizzare la denominazione. Oggi associa 17 realtà produttive.
- La varietà: L’olio è ottenuto dalla cultivar Carolea (presenza minima del 90% negli uliveti).
- La mappa del gusto: La zona di produzione comprende i territori dei comuni di Curinga, Filadelfia, Francavilla Angitola, Lamezia Terme, Maida, San Pietro a Maida, Gizzeria, Feroleto Antico e Pianopoli.






