Cultura

Tre identità per un solo Reddito di cittadinanza: tradito dalla passione per i dolci e da 9mila euro spesi in pasticceria

VIBO VALENTIA — Tre identità diverse, un unico reale beneficiario e una passione decisamente costosa per i dolci. C’è tutto il sapore di una truffa grottesca, ma dai contorni criminali ben definiti, nell’operazione con cui la Guardia di Finanza di Vibo Valentia ha stroncato un sofisticato sistema di frode legato al Reddito di cittadinanza. Un meccanismo che ha permesso a un uomo, già noto alle forze dell’ordine e ritenuto contiguo a una potente cosca della ’ndrangheta locale, di incassare per mesi il sussidio statale moltiplicato per tre.

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Le fiamme gialle sono giunte a lui partendo da una complessa analisi di rischio sui percettori del Vibonese. Incrociando i dati, i militari hanno notato anomalie macroscopiche nei requisiti di tre distinti beneficiari. È bastato scavare poco sotto la superficie per scoprire che quei tre nomi corrispondevano in realtà a fantasmi: identità create a tavolino, tassello dopo tassello, con l’unico scopo di aggirare i controlli dell’Inps e intascare triplamente l’assegno mensile.

A tradire l’ideatore del piano, tuttavia, è stata una traccia commerciale tanto insolita quanto evidente. Analizzando i flussi finanziari e i movimenti delle tre carte prepagate, i finanzieri hanno registrato ben 22 transazioni consecutive effettuate presso una nota pasticceria della zona. Più di 9.000 euro spesi in bigné, torte e prelibatezze artigianali: un dettaglio che ha insospettito gli investigatori e che si è rivelato la chiave di volta per identificare l’effettivo e unico utilizzatore dei dispositivi di pagamento.

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L’uomo è stato deferito alla Procura della Repubblica di Vibo Valentia. Su richiesta dei magistrati, il Tribunale ha disposto un decreto di sequestro preventivo per un valore complessivo di oltre 12.500 euro, somma corrispondente all’ammontare del danno stimato per le casse dello Stato. I sigilli sono già scattati su beni mobili e immobili riconducibili all’indagato.

L’operazione conferma l’alto livello di attenzione delle autorità nel contrasto agli illeciti economico-finanziari. Quello scoperto nel Vibonese non è solo l’ennesimo caso di indebita percezione di denaro pubblico, ma la dimostrazione di come la criminalità organizzata tenti sistematicamente di infiltrarsi nelle maglie del welfare statale, utilizzando espedienti sofisticati come la creazione di identità fittizie per sottrarre risorse destinate alle fasce più deboli della popolazione.

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