Mano pesante nel Vibonese: arresti, caccia allo spaccio e patenti ritirate nel weekend dei Carabinieri
Un fine settimana di fuoco. Strade presidiate, perquisizioni a tappeto e un monitoraggio costante che ha letteralmente blindato la provincia di Vibo Valentia. È questo il bilancio dell’ultima massiccia operazione di controllo del territorio coordinata dall’Arma dei Carabinieri, un dispositivo ad alto impatto mirato a disarticolare la microcriminalità, arginare lo spaccio di stupefacenti e garantire la sicurezza sulle arterie stradali più trafficate.
Il colpo più significativo è stato messo a segno a Rombiolo. Qui, i militari della Compagnia di Tropea, muovendosi in perfetta sinergia con gli specialisti dello Squadrone Eliportato Cacciatori Calabria, hanno stretto le manette ai polsi di un 53enne. L’accusa? Detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Fatale per l’uomo è stato un servizio di osservazione tanto discreto quanto efficace: i Carabinieri lo hanno sorpreso nell’atto di cedere due dosi di cocaina a un acquirente, quest’ultimo prontamente segnalato alla Prefettura come assuntore. Ma è stata la successiva perquisizione domiciliare a svelare il vero raggio d’azione dell’indagato. Nascosti nell’abitazione, infatti, sono spuntati oltre 15 grammi di cocaina pura, altre otto dosi già confezionate e pronte per il mercato, un bilancino di precisione e ben 700 euro in contanti, ritenuti l’incasso delle ultime cessioni. Dopo un iniziale provvedimento di arresti domiciliari, il Giudice, in sede di rito direttissimo, ha convalidato l’arresto disponendo per l’uomo l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.
Le operazioni non si sono fermate qui. A Mileto, i Carabinieri della locale Stazione hanno interrotto la detenzione domiciliare di un uomo, traducendolo direttamente in carcere. Nei suoi confronti pendeva un ordine di carcerazione della Procura di Nola: deve espiare una pena definitiva di 7 anni, 11 mesi e 2 giorni di reclusione per una raffica di rapine messe a segno nel marzo scorso nel Napoletano, tra Sant’Anastasia, Cercola e Pollena Trocchia. Destinazione analoga, ma con modalità differenti, per una donna rintracciata a Cessaniti. Su di lei gravava un provvedimento del Tribunale di Vercelli per una truffa in concorso risalente al periodo tra il 2013 e il 2014; per lei si sono aperte le porte della detenzione domiciliare, dove dovrà scontare 9 mesi di reclusione oltre al pagamento di una multa di 450 euro.
Il controllo del territorio ha riguardato anche il rispetto delle misure di pubblica sicurezza e la movida. A Tropea, i militari dell’Aliquota Radiomobile hanno denunciato un uomo sorpreso all’interno di un locale pubblico nonostante fosse destinatario di un provvedimento di DACUR (il cosiddetto Daspo urbano) emesso dal Questore. Sempre a Tropea, tolleranza zero contro le stragi del sabato sera: un automobilista è stato denunciato per guida in stato di ebbrezza dopo che l’etilometro ha registrato un tasso alcolemico di 1,03 g/l, con conseguente ritiro immediato della patente.
Ancora più severo il bilancio nell’area di Serra San Bruno. I Carabinieri della locale Compagnia, pattugliando i comuni di Capistrano, Polia e Acquaro, hanno deferito tre persone per guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. A Capistrano un conducente è risultato positivo al test per il THC. A Polia e Acquaro, invece, gli automobilisti fermati – tra cui un uomo alla guida di un velocipede – si sono rifiutati di sottoporsi agli accertamenti sanitari, incorrendo comunque nelle sanzioni massime, nel ritiro della patente e nel sequestro del mezzo. Nella stessa zona, altri tre automobilisti sono rimasti appiedati per aver superato i limiti di alcol consentiti dalla legge.
I numeri complessivi fotografano l’imponenza del dispositivo messo in campo: 184 veicoli fermati e ben 364 persone identificate. Un segnale chiaro e perentorio di presenza dello Stato sul territorio.





