Salute: Coldiretti, nasce patto per la salute dei cittadini con agricoltori e medici
Olio d’oliva contraffatto e miscelato per essere spacciato come extravergine, grano estero trattato con glifosate in pre-raccolta (pratica vietata in Italia ma consentita fuori dall’Ue) e un’invasione silenziosa di cibi ultra-processati: dagli energy drink alle barrette proteiche, fino a snack salati e merendine. È questa la fotografia di un’emergenza sanitaria silenziosa che minaccia in particolare le giovani generazioni e che ha spinto Coldiretti, Campagna Amica e Fondazione Aletheia a lanciare una storica alleanza tra il mondo della medicina e quello dell’agricoltura.
L’iniziativa, denominata “Campagna Amica per la Salute”, ha fatto il suo debutto in oltre 70 ospedali italiani, trasformando i presidi sanitari in luoghi di promozione del cibo sano, locale e tracciato. Per la prima volta nella storia della sanità nazionale, pazienti, familiari e personale medico hanno potuto incontrare direttamente i produttori agricoli e toccare con mano l’alternativa naturale ai prodotti industriali.
Il report Coldiretti-Censis: l’allarme ultraformulati
A fare da cornice scientifica all’iniziativa è il nuovo rapporto Coldiretti-Censis “Mangiare bene per vivere meglio”, presentato a Roma, che evidenzia dati preoccupanti sulle abitudini alimentari degli italiani. Quasi un cittadino su due (il 45%) consuma snack salati almeno una volta alla settimana, il 34% cede a dolciumi e caramelle, il 31% alle merendine, mentre il 20% e il 16% consumano rispettivamente barrette proteiche ed energy drink.
I dati diventano drammatici se si isola la fascia giovanile: tra i ragazzi, il consumo di snack salati sale al 61%, quello di merendine al 47%, mentre gli energy drink registrano un consumo del 29%, una quota quasi nove volte superiore rispetto a quella della popolazione anziana.
La Calabria in prima linea: mercati e dibattiti negli ospedali
La risposta del territorio è stata immediata. In Calabria, i mercati contadini di Campagna Amica hanno presidiato dalle 8:00 alle 13:00 tre importanti strutture ospedaliere: l’Azienda Ospedaliera “SS. Annunziata” di Cosenza, l’Azienda Ospedaliero-Universitaria “Renato Dulbecco” di Catanzaro (P.O. “Pugliese”) e il Grande Ospedale Metropolitano (G.O.M.) “Morelli” di Reggio Calabria.
Oltre alla vendita e alla distribuzione di frutta fresca, macedonie e agrigelati a chilometro zero, le strutture hanno ospitato tavole rotonde sul tema “Il cibo locale come strumento di prevenzione: qualità, origine e salute”, mettendo a confronto medici, dirigenti sanitari e rappresentanti sindacali. Durante le tappe, i giovani imprenditori di Coldiretti Giovani Impresa Calabria hanno inoltre donato ai reparti cesti colmi di eccellenze agroalimentari del territorio.
«Quella siglata oggi è un’alleanza senza precedenti», ha dichiarato Franco Aceto, presidente di Coldiretti Calabria. «Difendere il lavoro degli agricoltori significa difendere la salute dei cittadini. Dobbiamo riportare il cibo naturale e la Dieta Mediterranea al centro delle politiche pubbliche di prevenzione, contrastando un modello alimentare dominato da prodotti ultraformulati e sostenuto da aggressive campagne di marketing. Per farlo, però, dobbiamo anche garantire la tutela del reddito dei nostri produttori».
La voce dei medici: la prevenzione comincia a tavola
Il mondo scientifico ha accolto con entusiasmo l’iniziativa, ribadendo lo stretto legame tra nutrizione e patologie croniche.
- La Dieta Mediterranea come terapia: La dottoressa Maria Capellupo, dietista del Presidio Ospedaliero “Pugliese-De Lellis” di Catanzaro, ha sottolineato come la collaborazione tra sanità e agricoltura rappresenti un approccio olistico fondamentale: «Il Made in Italy non è solo eccellenza gastronomica, ma sinonimo di tracciabilità, biodiversità e stagionalità. Promuovere questo patrimonio attraverso circuiti come Campagna Amica è essenziale per sviluppare percorsi di prevenzione efficaci».
- L’ospedale come luogo di educazione: Per la dottoressa Achiropita Curti, dirigente medico di Endocrinologia e Diabetologia all’Annunziata di Cosenza, «l’ospedale non deve essere solo il luogo della cura, ma uno spazio di educazione. Consumare alimenti freschi e locali è il primo strumento per prevenire le malattie croniche non trasmissibili. La prevenzione inizia ben prima della malattia».
- L’emergenza obesità e diabete in Calabria: Il dottor Eugenio Alessi, direttore f.f. di Diabetologia ed Endocrinologia al G.O.M. di Reggio Calabria, ha richiamato l’attenzione sulla qualità dei nutrienti: «Gli alimenti ultra-processati, carichi di zuccheri e additivi, rappresentano spesso oltre il 50% delle calorie assunte da bambini e adolescenti. Incrementare il consumo di cibo a chilometro zero è una priorità assoluta per la Calabria, una regione che purtroppo registra tassi di obesità infantile e di prevalenza del diabete (8,5% contro una media nazionale del 6,2%) tra i più alti d’Italia. Questa iniziativa valorizza la nostra biodiversità come vera e propria risorsa medica».





