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Cosenza Calcio a un passo dal baratro: scontro totale con il Comune, lo spettro dell’Eccellenza a tre giorni dalla scadenza dell’ iscrizione alla Serie C1

COSENZA – Un terremoto burocratico scuote le fondamenta del calcio rossoblù, minacciando di cancellare in un colpo solo il professionismo a Cosenza. La società di Via degli Stadi ha inviato una durissima lettera formale a Palazzo dei Bruzi. Il tono è quello delle grandi emergenze. L’oggetto? La revoca fulminea dell’uso dello stadio “San Vito – Gigi Marulla”, una decisione che, se non revocata, decreterà l’esclusione del club dal prossimo campionato di Serie C.

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La cronologia degli eventi delinea una spaccatura che appare drammatica. Tutto si consuma in una manciata di ore. L’11 giugno 2026 arriva la sospensione della convenzione d’uso dell’impianto; il giorno successivo, il 12 giugno, il Comune assesta il colpo di grazia revocando definitivamente la licenza d’uso. Una mazzata per la dirigenza silana, che si dice sbigottita. Solo due giorni prima, infatti, durante un vertice cruciale in Prefettura convocato proprio per verificare i requisiti di sicurezza dello stadio in vista dell’iscrizione al torneo di terza serie, i tecnici comunali presenti non avevano sollevato alcuna obiezione. Nessun campanello d’allarme, nessuna criticità emersa. Poi, il dietrofront improvviso degli uffici municipali.

Ora il tempo stringe, anzi, è quasi scaduto. Il 16 giugno 2026 rappresenta il termine ultimo e perentorio per presentare la domanda di iscrizione al campionato. Senza la disponibilità formale di uno stadio idoneo, l’esclusione della squadra è automatica.

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Le conseguenze sarebbero catastrofiche. Niente Serie C, ma una retrocessione d’ufficio direttamente nei dilettanti, nel campionato regionale di Eccellenza. Un danno sportivo, economico e sociale incalcolabile per l’intera città.

La società, pur riservandosi di tutelare i propri diritti in ogni sede, lancia un appello disperato ma fermo all’amministrazione comunale: serve un coordinamento immediato per rimuovere qualsiasi ostacolo tecnico e salvare il titolo sportivo. La palla, adesso, passa drammaticamente al Comune. Mancano meno di 72 ore per evitare il collasso del calcio cosentino.

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