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Agrifood e Made in Italy: a Cosenza AIC e Federitaly siglano il patto strategico contro contraffazione e dazi

COSENZA – Un’alleanza strategica per blindare l’agroalimentare italiano, contrastare il fenomeno dell’Italian Sounding e spingere l’export in una fase geopolitica complessa. Nella sede dell’Associazione Italiana Coltivatori (AIC) di Cosenza, in Corso Umberto I, è stato ufficialmente presentato il Patto di collaborazione tra la stessa AIC e Federitaly. L’accordo punta a consolidare un rapporto già esistente, offrendo strumenti concreti alle imprese del settore per difendere e valorizzare l’eccellenza del Made in Italy nel mondo.

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La sfida dell’Italian Sounding e l’incognita dazi

A delineare lo scenario in cui si inserisce l’intesa è il Presidente nazionale dell’AIC, Giuseppino Santoianni, che ha evidenziato il paradosso di un settore estremamente attrattivo ma costantemente sotto attacco:

«La domanda di cibo italiano nel mondo è forte, trainata anche dal riconoscimento UNESCO alla nostra cucina. Tuttavia, dobbiamo fare i conti con la contraffazione e l’Italian Sounding, un mercato falso che sottrarre oltre 72 miliardi di euro all’economia reale».

A complicare il quadro si aggiungono le tensioni internazionali. Secondo i dati del CREA, l’export agroalimentare ha registrato una flessione dell’1% rispetto al 2025, risentendo dei primi effetti dei dazi e delle incertezze geopolitiche. «La risposta a queste criticità è fare squadra», ha incalzato Santoianni, spiegando come la scelta di Cosenza non sia casuale: «La Calabria è diventata un punto di riferimento per l’eccellenza agroalimentare. Questo patto darà un ulteriore impulso alle aziende agricole locali per imporsi sui mercati esteri».

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Sinergia e tecnologia per la tracciabilità

L’incontro ha visto la partecipazione di figure istituzionali di rilievo, tra cui l’On. Nicola Caputo (Consigliere per l’Export Agroalimentare del MAECI), intervenuto in video collegamento, e l’On. Gianluca Gallo, Assessore all’Agricoltura della Regione Calabria.

Il cuore del protocollo d’intesa prevede l’integrazione tra la capillarità territoriale di AIC e le competenze tecnologiche e di internazionalizzazione di Federitaly. Tra i punti chiave dell’accordo figurano:

  • Certificazione e tracciabilità digitale per garantire l’origine dei prodotti;
  • Internazionalizzazione e promozione delle imprese sui mercati esteri;
  • Valorizzazione del marchio collettivo di AIC, Filiera Agrecò;
  • Sviluppo delle opportunità commerciali tramite la piattaforma Made in Italy Gate.

L’importanza di fare rete

Sulla valenza politica e strategica dell’accordo si è espresso con forza anche Carlo Verdone, Presidente nazionale di Federitaly, che ha sottolineato la necessità di superare le frammentazioni del sistema rappresentativo:

«Nessuna organizzazione può affrontare da sola le sfide di mercati così complessi. Fare rete significa unire competenze, strutture e strumenti. Con AIC vogliamo costruire un presidio forte che sappia coniugare il legame con la terra all’innovazione tecnologica, trasformando una collaborazione formale in un servizio concreto di accompagnamento per tutto il comparto».

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