Cronaca

ROSSANO – Droga in carcere, intercettato un pacco postale con 300 grammi di hashish: era destinato a un detenuto

ROSSANO (CS) – Un imponente carico di sostanze stupefacenti è stato sequestrato all’interno della casa circondariale di Rossano. La Polizia Penitenziaria ha infatti intercettato e bloccato un pacco postale contenente circa 300 grammi di hashish, già suddivisi in dosi e destinati a un detenuto ristretto nel circuito di media sicurezza dell’istituto calabrese.

Pubblicità
Pubblicità

Il blitz e il sequestro: dosi pronte per lo spaccio interno

La spedizione, apparentemente ordinaria e regolarmente indirizzata al detenuto, è stata bloccata durante le routinarie operazioni di controllo della corrispondenza. A far scattare il sequestro è stato l’intuito degli agenti in servizio e l’applicazione dei nuovi e più rigidi protocolli di verifica, recentemente implementati nel penitenziario proprio per arginare l’ingresso di droga e dispositivi tecnologici vietati.

La modalità di confezionamento della sostanza non lascia spazio a dubbi: l’hashish era già ripartito in singole dosi pronte per essere distribuite. Secondo quanto denunciato dalle sigle sindacali Alsippe e Sappe, una simile quantità esclude categoricamente l’ipotesi dell’uso personale. L’episodio svela, al contrario, l’esistenza di una vera e propria “piazza di spaccio” attiva all’interno delle mura carcerarie, con il rischio concreto di alimentare pericolose dinamiche di potere, debiti e violenze tra la popolazione detenuta.

Pubblicità

Emergenza sicurezza e carenza di organico al penitenziario di Rossano

L’operazione si colloca in un contesto di forte tensione per la struttura penitenziaria di Rossano, già da mesi al centro delle cronache. Di recente, all’interno del carcere erano stati rinvenuti borsoni contenenti telefoni cellulari, armi da taglio rudimentali e altri oggetti non consentiti. Una situazione esplosiva, aggravata da ripetute aggressioni ai danni del personale e da una cronica carenza di organico.

I sindacati di categoria, affiancati dalle istituzioni del territorio – tra cui il senatore Ernesto Rapani –, sono tornati a chiedere con forza l’invio immediato di almeno venti nuovi agenti di Polizia Penitenziaria. Tra le misure ritenute urgenti e non più differibili figurano anche l’installazione di sistemi di schermatura per i segnali telefonici e un ulteriore potenziamento dei controlli sui pacchi postali, ormai individuati come il canale d’accesso strategico per i traffici illeciti.

Un successo operativo che conferma l’allarme

Se da un lato il sequestro dei 300 grammi di hashish rappresenta un brillante successo investigativo e operativo per gli uomini della Polizia Penitenziaria, dall’altro riaccende i riflettori sulle vulnerabilità del sistema carcerario. Per arginare in modo strutturale il traffico di stupefacenti e garantire la sicurezza interna, appare ormai evidente la necessità di investimenti mirati in tecnologie di controllo e, soprattutto, nel rafforzamento del personale in servizio.

Pubblicità
Pubblicità
Pubblicità