Svolta sul fine vita: il Veneto apre la strada, ora tocca alla Calabria. L’appello di Barbuto (M5S): “La politica non può nascondersi”
La consigliera regionale del Movimento 5 Stelle sollecita l’avvio immediato del dibattito in Commissione: «Garantire dignità e tempi certi ai malati. Pronta una proposta di legge per evitare il limbo burocratico»
CATANZARO – Il via libera del Veneto alla legge sul fine vita scuote il panorama politico nazionale e riaccende con forza il dibattito anche alle latitudini calabresi. A farsi portavoce di una richiesta di intervento non più rimandabile è Elisabetta Barbuto, consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, che indica la svolta veneta come un esempio di maturità istituzionale da seguire senza indugi.
«L’approvazione della legge da parte del Consiglio Regionale del Veneto dimostra in modo inequivocabile una cosa: quando c’è di mezzo la dignità delle persone e la sofferenza di chi affronta patologie irreversibili, non possono esserci steccati ideologici o calcoli di parte», ha dichiarato Barbuto. Secondo l’esponente pentastellata, le istituzioni hanno il dovere morale e politico di intervenire per assicurare percorsi trasparenti, tempi definiti e un’assistenza sanitaria uniforme all’interno delle strutture pubbliche.
Il nodo calabrese e la spinta popolare
Mentre diverse amministrazioni regionali si stanno muovendo per recepire e applicare le sentenze della Corte Costituzionale, la Calabria rischia di rimanere indietro, lasciando i propri cittadini privi di tutele chiare. Una situazione di stallo che contrasta con la forte richiesta di partecipazione democratica emersa dal territorio. Grazie alla campagna “Liberi Subito”, promossa dall’Associazione Luca Coscioni, sono state infatti raccolte ben 5.000 firme a sostegno di una proposta di legge di iniziativa popolare.
«La Calabria non può permettersi di rimanere a guardare o di lasciare i propri cittadini nel limbo dei cavilli burocratici», incalza la consigliera del M5S, sottolineando come sia necessario dare una risposta tempestiva a chi chiede regole e rispetto per la propria dignità.
La proposta di legge e l’appello bipartisan
Per accelerare l’iter e offrire uno strumento concreto di discussione, Barbuto ha richiamato l’attenzione sulla propria proposta di legge consiliare. Il testo mira a definire procedure certe all’interno delle Aziende Sanitarie provinciali, a valorizzare la rete delle cure palliative e a blindare il ruolo di garanzia del Comitato Etico Regionale, il tutto senza comportare nuovi oneri per le casse del bilancio regionale.
L’obiettivo dichiarato è quello di unire le forze in Consiglio per giungere a un testo unico e ampiamente condiviso. Da qui l’appello finale rivolto a tutte le forze politiche, sia di maggioranza che di opposizione: «Seguiamo l’esempio di responsabilità istituzionale arrivato dalle altre Regioni. Apriamo le Commissioni, ascoltiamo i comitati, uniamo le forze e approviamo una legge di civiltà. La Calabria dimostri di essere una regione moderna, matura e capace di stare concretamente dalla parte dei diritti e della dignità umana».
Il dibattito si sposta ora nelle Commissioni consiliari competenti, dove si misurerà la reale volontà politica di affrontare un tema delicato ma non più rinviabile per il tessuto sociale calabrese.





