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VIDEO – Crotone, l’appello di Tridico: «Il turismo non basta, per il Sud serve un piano industriale»

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Dall’ex polo chimico alle bonifiche mai avviate, l’eurodeputato M5S traccia la rotta per il Mezzogiorno nel dibattito pubblico con Santoro e Cafiero De Raho.

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CROTONE – Non si vive di solo turismo. È questo il messaggio forte e chiaro lanciato da Pasquale Tridico durante l’incontro pubblico “Potere, verità ed economia. Chi decide il futuro del Sud nell’Europa di oggi”, svoltosi il 18 luglio nella gremita Piazza Marinai d’Italia a Crotone. L’iniziativa, promossa dallo stesso europarlamentare del Movimento 5 Stelle, ha visto la partecipazione di figure di primo piano come Michele Santoro e Federico Cafiero De Raho, con la moderazione della giornalista Antonella Grippo, registrando un massiccio afflusso di cittadini a testimonianza di quanto il tema dello sviluppo locale sia sentito sul territorio.

Nel suo intervento, Tridico ha indicato Crotone come il paradigma delle contraddizioni e delle ferite irrisolte del Mezzogiorno d’Italia. Un territorio emblematico, segnato dal glorioso passato di ex polo chimico a cui è seguita una drammatica desertificazione industriale. Sul banco degli imputati sale soprattutto la mancata bonifica dell’area industriale, un’opera bloccata da oltre vent’anni con pesanti ripercussioni sul piano ambientale e sanitario per l’intera popolazione.

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L’eurodeputato non ha risparmiato critiche severe alla gestione politica locale e nazionale, denunciando apertamente l’assenza di una classe dirigente lungimirante e capace di programmare a lungo termine. Un vuoto istituzionale che, secondo Tridico, finisce inevitabilmente per favorire la penetrazione della ’ndrangheta, pronta a occupare gli spazi lasciati liberi dallo Stato.

La ricetta per invertire la rotta e fermare la piaga dell’emigrazione giovanile e del precariato non può limitarsi alle sole attività ricettive. Pur riconoscendo l’importanza del settore turistico, Tridico ha ribadito la necessità di una vera e propria svolta strutturale: per creare occupazione stabile e qualificata occorre rimettere al centro l’industria, puntando su innovazione, ricerca scientifica e sulla creazione di moderni poli tecnologici.

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