Blitz dei Carabinieri nel Vibonese: lavoratori in nero e zero sicurezza, scattano sigilli e maxisanzioni
Controlli a tappeto dell’Arma e del NIL sulla costa: sospese quattro attività tra ristoranti e hotel. Multe per 60mila euro. Su 19 dipendenti controllati, ben 15 sono risultati irregolari.
VIBO VALENTIA – Un quadro allarmante che fotografa, ancora una volta, la piaga del lavoro sommerso e della mancata sicurezza sui luoghi di lavoro. È questo il bilancio dell’ultima operazione a largo raggio condotta dai Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro (NIL) di Vibo Valentia, supportati dai militari del Comando Provinciale e dalle stazioni locali di Pizzo, Joppolo, Cessaniti e Vibo Marina. Il mirino degli investigatori si è concentrato in particolare sulla fascia costiera, setacciando attività nei settori del turismo, della ristorazione, del commercio e dell’agricoltura. I numeri emersi descrivono un’illegalità diffusa: su otto aziende ispezionate, nessuna è risultata in regola.
La mappa dell’irregolarità: il 60% dei lavoratori è “fantasma”
Il dato più critico riguarda la gestione del personale. Nel corso delle verifiche sono state esaminate le posizioni di 19 lavoratori: di questi, ben 15 sono risultati irregolari. Tra le pieghe di questo dato spicca la presenza di 11 lavoratori completamente “in nero”, privi di qualsiasi contratto, copertura previdenziale o tutela assicurativa. In sostanza, oltre il 60% della forza lavoro impiegata nei locali controllati operava nell’ombra, senza alcun diritto garantito.
Telecamere abusive e controlli medici saltati
Le violazioni accertate dai militari non si fermano al solo impiego di manodopera irregolare. Gli ispettori dell’Arma hanno riscontrato pesanti inadempienze sul fronte della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. Tra le contestazioni principali figurano la mancata sottoposizione dei dipendenti alle visite mediche obbligatorie (sorveglianza sanitaria) e l’installazione abusiva di impianti di videosorveglianza. In diversi casi, infatti, le telecamere erano utilizzate per controllare a distanza i lavoratori senza la necessaria autorizzazione dell’Ispettorato del Lavoro, violando le norme sulla privacy e sullo Statuto dei lavoratori.
Serrande abbassate e multe salate
La gravità delle violazioni ha spinto i Carabinieri ad adottare tolleranza zero. Per quattro delle attività controllate – nello specifico tre ristoranti e una struttura ricettiva – è scattato l’immediato provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale. La misura si è resa inevitabile avendo superato la soglia del 10% di personale in nero presente al momento del controllo, così come previsto dalle attuali normative di contrasto al lavoro sommerso.
Il conto presentato agli imprenditori è salatissimo: tra sanzioni amministrative per l’impiego di manodopera irregolare, ammende per le violazioni sulla sicurezza e somme aggiuntive per poter revocare i provvedimenti di sospensione, l’importo complessivo delle sanzioni ha sfiorato i 60.000 euro. I controlli dei Carabinieri proseguiranno senza sosta nei prossimi giorni per garantire il rispetto delle regole e la tutela dei diritti dei lavoratori.





