Politica

Al Comune di Roccabernarda (KR) – Crisi nella maggioranza: due componenti votano contro e si apre una fase di incertezza politica.

La quiete apparente di un’aula consiliare si è dissolta in pochi, tesissimi minuti. Quella che doveva essere una sessione ordinaria, destinata a scorrere senza scossoni sui binari della normale amministrazione, si è trasformata in un vero e proprio terremoto politico per il Comune di Roccabernarda. La faglia si è aperta improvvisamente il 23 giugno 2026. Due pesi massimi della stessa maggioranza hanno deciso di smarcarsi apertamente su un provvedimento cruciale per l’esecutivo, squarciando il velo di compattezza della coalizione di governo e spalancando le porte a uno scenario di profonda incertezza.

Pubblicità
Pubblicità

Lo scontro frontale si è consumato sotto gli occhi attoniti dei presenti. Antonio Andreoli, assessore in carica, e Mario Bonofiglio, presidente del consiglio comunale, hanno preso le distanze dalle linee programmatiche dell’esecutivo. Non si è trattato di un semplice malumore sussurrato nei corridoi. È stata una contestazione formale, durissima. I due esponenti hanno depositato una relazione estremamente critica, focalizzando il proprio dissenso sulle stime del bilancio di previsione e, soprattutto, sull’incremento dell’addizionale comunale IRPEF, schizzata dal 5% all’8%. Una scelta politica ed economica ritenuta insostenibile, che ha spinto Andreoli e Bonofiglio ad astenersi sul voto di approvazione del documento finanziario. Un’astensione pesante come un macigno.

Dall’altra parte dell’emiciclo, l’opposizione non ha perso tempo. I consiglieri di minoranza Elisabetta Brittelli, Enzo Pugliese, Stefano Morrone e Gaetano Patarino hanno serrato le fila, votando compatti contro gli ultimi quattro punti all’ordine del giorno. Nel mirino della minoranza è finito proprio il contestato balzello fiscale, un aumento dell’addizionale che finirà per gravare in modo insostenibile sulle tasche già provate di famiglie, imprese e singoli cittadini di Roccabernarda.

Pubblicità

Per l’opposizione, la crisi odierna non rappresenta affatto un fulmine a ciel sereno. È, al contrario, l’inevitabile epilogo di un’alleanza nata sotto cattivi auspici e destinata a naufragare sotto il peso delle proprie contraddizioni interne. L’immagine che emerge dal consiglio comunale – e che si riflette ormai in tutto il paese – è quella di una maggioranza allo sbando, priva di una bussola strategica e incapace di mantenere la coesione interna di fronte alle scelte più delicate.

La frattura politica ne nasconde una ancora più profonda: quella tra il palazzo e la piazza. Gli amministratori appaiono ormai avulsi, quasi estranei, al contesto sociale e al vivere quotidiano della comunità. Al centro di questo isolamento si staglia la figura del sindaco. Un primo cittadino che oggi appare drammaticamente isolato, o per usare le parole della minoranza, “sedotto e abbandonato” da coloro che avrebbero dovuto sostenerlo.

Il quadro che si delinea per Roccabernarda è complesso. Tra tasse in aumento, spaccature interne e una minoranza all’attacco, l’amministrazione sembra aver smarrito il contatto con la realtà e con i bisogni reali del territorio. La crisi politica è ormai aperta. Le prossime settimane diranno se l’esecutivo sarà in grado di ricucire lo strappo o se il paese si avvierà verso una fine anticipata della consiliatura.

Pubblicità
Pubblicità
Pubblicità
Pubblicità