Sicurezza sul lavoro, l’appello per la tolleranza zero a 70 anni dalla tragedia di Marcinelle
BRUXELLES / AGNONE — La memoria come strumento di prevenzione e la sicurezza intesa come diritto inviolabile. In occasione dell’8 agosto, proclamato ufficialmente “Giornata europea in memoria delle vittime degli incidenti sul lavoro e per la tutela della dignità dei lavoratori”, si rinnova l’appello per una mobilitazione collettiva contro una piaga sociale ancora troppo diffusa. La scelta della data non è casuale: ricorre oggi il 70° anniversario della tragedia mineraria di Marcinelle, avvenuta l’8 agosto 1956 in Belgio, in cui persero la vita 262 minatori di 12 diverse nazionalità, tra cui 136 italiani.
In questo contesto si inserisce lo storico impegno dell’Università delle Generazioni. Fin dalla sua fondazione nel 1993, l’associazione ha promosso numerose iniziative di sensibilizzazione, tra cui la proposta di intitolare infrastrutture pubbliche — come ponti, strade e gallerie — ai lavoratori deceduti sul campo. Un esempio concreto di questa battaglia culturale è avvenuto il 2 maggio 2011, quando, su forte impulso del sodalizio, il viadotto sul fiume Sente (uno dei ponti a più campate più alti d’Europa, che collega Molise e Abruzzo) è stato intitolato alla memoria di Francesco Paolo Longo, operaio agnonese scomparso tragicamente.
Sulla necessità di un cambio di paradigma si è espresso con fermezza Domenico Lanciano, fondatore dell’Università delle Generazioni, invocando l’applicazione di una politica di “tolleranza zero” del tutto analoga a quella adottata nel contrasto alla criminalità.
Secondo Lanciano, la sicurezza deve essere considerata sacra e non può più essere subordinata a calcoli di convenienza o a stime di rischio ritenute “accettabili” in fase di progettazione e manutenzione delle grandi opere. Il fondatore ha richiamato l’attenzione su drammi recenti e criticità strutturali tuttora esistenti: «Bisogna puntare all’azzeramento totale del rischio. Se i responsabili del crollo del ponte Morandi a Genova avessero considerato che tra le 43 vittime avrebbero potuto esserci i loro stessi familiari, avrebbero agito con ben altra solerzia».
L’atto d’accusa si estende anche allo stato di molte gallerie della rete stradale e autostradale, spesso prive di illuminazione adeguata, sistemi di aerazione o vie di fuga efficaci in caso di incendi o emergenze ad alte temperature. La richiesta che giunge dall’Università delle Generazioni è dunque un appello globale alla responsabilità: una sollecitazione a mobilitare le coscienze di progettisti, istituzioni e cittadini affinché la vita umana torni a essere l’unico parametro non negoziabile.






