Crotone, barriere architettoniche senza fine: dopo sei anni il Comune ammette di non avere il Piano
CROTONE – Una città a ostacoli, dove muoversi per un disabile, un anziano o un genitore con il passeggino resta un’impresa quotidiana. A sei anni dall’insediamento dell’attuale Amministrazione, Crotone si scopre ancora priva di una visione strategica sull’abbattimento dei limiti fisici del territorio. A confermarlo sono i documenti ufficiali: il Comune non ha mai avviato le procedure per la redazione del P.E.B.A. (Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche), uno strumento che la legge italiana ha reso obbligatorio ben quarant’anni fa, nel 1986.
La clamorosa ammissione emerge nero su bianco dalle risposte fornite dai Settori tecnici dell’Ente a un’interrogazione formale depositata lo scorso 10 agosto dal consigliere comunale Giuseppe Trocino.
La pezza peggiore del buco: uffici senza linee guida
Nelle note trasmesse dai dipartimenti “Governo del Territorio” e “Opere Pubbliche”, la burocrazia comunale tenta di giustificare lo stallo. Il Settore 4 ammette che l’iter per il Piano non è mai partito, subordinando l’avvio delle procedure a una serie di passaggi preliminari ancora da compiere: la definizione di linee guida strategiche da parte della giunta, una ricognizione analitica dei percorsi pedonali e delle fermate dei trasporti pubblici, e, non da ultimo, l’individuazione di risorse economiche dedicate.
Nel frattempo, gli uffici si limitano a garantire un “rigoroso monitoraggio” sulle istanze dei privati e sui singoli progetti pubblici. Una difesa d’ufficio che tuttavia non cancella la realtà: senza una pianificazione d’insieme, gli interventi spot servono a poco. Realizzare un singolo scivolo su un marciapiede diventa inutile se la fermata del bus successiva rimane inaccessibile o se il percorso si interrompe bruscamente davanti a un gradino.
La reazione: mozione e richiesta di Consiglio straordinario
«L’accessibilità universale non è un favore concesso dall’alto o un semplice lavoretto di manutenzione ordinaria: è un diritto fondamentale alla mobilità e alla dignità di ogni cittadino», attacca il consigliere Trocino di fronte a quella che definisce una “grave inerzia” amministrativa.
Per sbloccare la situazione, l’esponente dell’opposizione ha deciso di forzare la mano, richiedendo la convocazione di un Consiglio Comunale Straordinario. Sul tavolo dei lavori verrà presentata una mozione vincolante che impone tappe forzate e impegni precisi all’Amministrazione:
- 60 giorni di tempo per approvare le Linee Guida del PEBA;
- Fondi certi inseriti nel prossimo Bilancio di Previsione, da reperire anche vincolando una quota dei proventi delle multe stradali;
- Un tavolo permanente di confronto che coinvolga direttamente il Garante dei diritti delle persone con disabilità e le associazioni locali, per mappare i disagi partendo dall’ascolto di chi li vive ogni giorno.
Una battaglia di civiltà
La palla passa ora all’aula e alla politica. La sfida lanciata ai consiglieri di maggioranza e opposizione punta a superare i classici steccati di parte. Su un tema che tocca da vicino la vita quotidiana delle fasce più vulnerabili della popolazione, la città attende di capire se prevarranno ancora una volta i rimpalli burocratici o se si avvierà, finalmente, un percorso concreto verso l’inclusione.





