Il ricordo di Vincenzo Rotella, il poliziotto che amava Catanzaro
A sei anni dalla tragica scomparsa, un convegno al Polifunzionale celebra l’Assistente Capo Coordinatore. Un uomo diviso tra il dovere in Polizia, la fede e l’impegno per la sua comunità.
CATANZARO – Ci sono esistenze capaci di lasciare un’impronta che il tempo non riesce a scalfire. Quella di Vincenzo Rotella, Assistente Capo Coordinatore della Polizia di Stato, è certamente una di queste. A sei anni dalla sua prematura scomparsa, avvenuta il 20 settembre 2020 all’età di 54 anni a causa di un tragico incidente in moto, la sua figura è tornata a vivere nel ricordo commosso di colleghi, istituzioni e cittadini.
L’occasione è stata il convegno dal titolo “Vincenzo Rotella: un uomo, un poliziotto, una vita per la città”, ospitato ieri nella Sala Conferenze del Polifunzionale della Polizia di Stato di Catanzaro. Un appuntamento fortemente voluto dal Compartimento della Polizia Stradale per la Calabria, d’intesa con la famiglia Rotella, che ha visto la partecipazione di alte cariche istituzionali, tra cui il Prefetto di Catanzaro, Clemente Di Nuzzo, e il Vicario del Questore, Gianfranco Rapisarda.
Una vita in divisa, al servizio dello Stato
Entrato in Polizia nel 1993, Vincenzo Rotella era diventato un pilastro del Compartimento della Polizia Stradale calabrese a partire dal 1995. Nel corso degli anni aveva ricoperto diversi ruoli di responsabilità, fino a guidare l’Ufficio Automezzi. Una carriera esemplare, scandita da riconoscimenti prestigiosi come la Medaglia d’oro al merito di servizio e la Croce di bronzo per anzianità di servizio.
A tratteggiare il profilo professionale e umano di Rotella è stata la dottoressa Rosanna Ferranti, Dirigente Superiore della Polizia di Stato e guida del Compartimento calabrese. Ferranti ha ricordato come i valori del servizio, uniti a una profonda fede cristiana, abbiano guidato ogni passo della vita di Rotella. Un legame indissolubile con l’Amministrazione che dal 2023 è scolpito anche nella pietra, con l’intitolazione alla sua memoria della Sala Riunioni del Compartimento.
Fede, cultura e l’amore viscerale per Catanzaro
Ma Vincenzo Rotella non era solo un poliziotto esemplare. Era, prima di tutto, un uomo profondamente calato nel tessuto sociale, culturale e spirituale della sua Catanzaro. Durante l’incontro, diverse voci si sono alternate per restituire la complessità e la bellezza della sua figura.
Il Priore Emerito della Reale Arciconfraternita dei Santissimi Giovanni Battista ed Evangelista dei Cavalieri di Malta ha rievocato il suo instancabile attivismo nel mondo confraternale. Un aspetto, questo, approfondito sotto il profilo accademico dal professor Luigi Mariano Guzzo (docente di Diritto e Religioni all’Università di Pisa), che si è soffermato sul legame profondo tra l’esperienza di fede, il servizio in divisa e la vita di comunità.
Il ritratto civile e cittadino è stato invece affidato al professor Franco Cimino, docente e giornalista, che ha commosso la platea descrivendo l’amore viscerale di Rotella per Catanzaro, il suo innato senso di appartenenza e la sua dedizione verso i concittadini. Un amore che si traduceva in gesti concreti, come la partecipazione attiva all’organizzazione della “Naca” – la storica processione del Venerdì Santo catanzarese – e che Rotella aveva voluto cristallizzare tra le pagine del suo libro “Catanzaro, scrigno di fede e tradizioni”.
Un’eredità da custodire
Per i colleghi, Vincenzo resta il compagno di squadra equilibrato, gentile e sempre disponibile; un punto di riferimento silenzioso ma costante.
I lavori della giornata si sono conclusi con un momento di intimo raccoglimento: una Santa Messa celebrata dal Cappellano della Polizia di Stato, don Alessandro, proprio all’interno della sala intitolata a Rotella. Più che una semplice commemorazione, l’incontro di ieri è stato un passaggio di testimone. Un modo per consegnare alle nuove generazioni di poliziotti l’esempio di un uomo che ha saputo coniugare il rigore della divisa con la straordinaria umanità di chi spende la propria vita per gli altri.





