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Rigenerazione urbana e partecipazione: a Crotone prende il via la rassegna “Eat & Talk”

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Nel cuore antico della città pitagorica, il primo incontro promosso da PAR e Astarte ETS apre il dibattito sul futuro dei centri storici tra spopolamento, memoria e nuove prospettive.

CROTONE – Come restituire energia, coesione e futuro ai centri storici dei nostri territori? Attorno a questo interrogated fondamentale si è sviluppato il primo appuntamento di Eat & Talk, la nuova iniziativa promossa dalle associazioni Psiko Ambiente Regeneration (PAR) e Astarte ETS. Venerdì 6 novembre, le porte del locale Brio Food Drink, nel cuore della Crotone antica, si sono aperte per accogliere esperti, rappresentanti del terzo settore e cittadini sul tema: “Abbiamo ancora bisogno dei centri storici?”.

L’iniziativa ha voluto ribadire come la rinascita dei nuclei urbani d’origine non possa prescindere dal dialogo e dal coinvolgimento attivo della comunità. Tra gli interventi principali, l’ingegnere Michele Pietro Pio Gerace e l’archeologo Domenico De Presbiteris hanno offerto un’articolata lettura del rapporto tra memoria stratificata, tessuto architettonico e dinamiche sociali in evoluzione. All’incontro ha preso parte anche Andrea Correggia, presidente dell’associazione Multitracce, evidenziando il valore di fare rete tra le diverse realtà associative che animano quotidianamente la vita culturale e sociale del territorio.

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Una sfida condivisa oltre i confini cittadini

La questione del riuso e della tutela del patrimonio storico non riguarda esclusivamente la realtà crotonese, ma si inserisce in una sfida ben più ampia che coinvolge numerose comunità e borghi dell’entroterra e della costa calabrese. Da Santa Severina a Strongoli, fino a San Giovanni in Fiore, i centri storici condividono dinamiche simili: la necessità stringente di contrastare lo spopolamento e l’abbandono, valorizzando al contempo le singole specificità identitarie e culturali.

L’analisi: una città sotto la città

Nel corso del suo intervento, l’ingegnere Gerace ha sottolineato come i centri antichi non vadano considerati come semplici insiemi di manufatti edili, bensì come organismi vivi, frutto di continue stratificazioni e relazioni sociali consolidatesi nei secoli. In particolare, per quanto riguarda Crotone, l’attenzione si è focalizzata sulla ricchezza del patrimonio ancora sommerso: una vera e propria “città sotto la città”, un tesoro archeologico e urbanistico in larga parte ancora da svelare e restituire alla fruizione collettiva.

Il percorso avviato con Eat & Talk prosegue così nella direzione di un confronto stabile, dove la conoscenza del passato diventa la prima leva strategica per disegnare il futuro del territorio.

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