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Vibo Valentia: i Carabinieri rendono omaggio al Brigadiere Gaetano Miscia nel giorno della commemorazione dei defunti

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Un momento di solenne raccoglimento ha caratterizzato la mattinata di oggi, 2 novembre, a Vibo Valentia. In occasione della ricorrenza dedicata alla memoria dei defunti, l’Arma dei Carabinieri si è stretta attorno al ricordo del Brigadiere Gaetano Miscia, tragicamente scomparso il 16 novembre 1981 durante un’operazione di soccorso al largo della costa calabrese.

La cornice della cerimonia è stata il Parco Urbano di Moderata Durant, dove sorge la scultura in bronzo realizzata dall’artista locale Antonio La Gamba e inaugurata nel novembre del 2019. Ai piedi del monumento è stata deposta una corona d’alloro alla presenza toccante della vedova del militare, la signora Angela Maria Mastronardi.

All’omaggio hanno presenziato diverse rappresentanze territoriali dell’Arma, tra cui i militari del 14° Battaglione Carabinieri “Calabria”, della Compagnia cittadina e dell’8° Nucleo Elicotteri, oltre ai membri della Sezione locale dell’Associazione Nazionale Carabinieri.

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Il dramma del 1981 I fatti risalgono a una tempestosa mattina di quarantacinque anni fa, quando la petroliera “Santa Lucia”, spezzati gli ormeggi a causa del mare forza nove, andò ad incagliarsi a circa quaranta metri dalla battigia in località Timpa Janca, nei pressi di Vibo Marina.

Mentre le squadre dei Vigili del Fuoco riuscirono a trarre in salvo dieci membri dell’equipaggio mediante l’uso di una fune tesa dalla terraferma, a bordo rimase bloccato il comando di bordo, composto dal comandante e dal primo ufficiale. Il repentino peggioramento delle condizioni meteorologiche spinse la Capitaneria di Porto a richiedere l’intervento d’urgenza dei mezzi aerei dell’Arma.

Dall’aeroporto militare si levò in volo un elicottero AB-205 con a bordo il pilota Capitano Claudio Santoliquido, il Brigadiere Flavio Mancini e lo specialista montatore, il Brigadiere Gaetano Miscia. Giunti sulla verticale dell’imbarcazione in balia delle onde, Miscia si adoperò per calare la scaletta di corda per consentire l’evacuazione dei superstiti. Durante la complessa manovra di hovering, sferzato dal vento, il rotore di coda del velivolo urtò le sovrastrutture della nave, provocando l’impatto e il precipitare del velivolo tra le onde.

Mentre il Capitano Santoliquido e il Brigadiere Mancini riuscirono a riemergere e a essere soccorsi, per il Brigadiere Miscia non ci fu scampo. Il suo corpo venne recuperato soltanto tre giorni più tardi dai sommozzatori. A distanza di quasi mezzo secolo, la comunità e i colleghi continuano a rendergli onore, a testimonianza di un senso del dovere e di un sacrificio che il tempo non ha scalfito.

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