La rabbia della terra calabrese conquista Roma: presidio a Montecitorio e tensione con la politica
ROMA – La disperazione e il grido d’allarme delle campagne calabresi sono arrivati dritti nel cuore delle istituzioni. Lo scorso 27 ottobre, una folta delegazione di agricoltori, affiancata da autotrasportatori e lavoratori del mare giunti dal Mezzogiorno, ha dato vita a un partecipato presidio in piazza Montecitorio per protestare contro l’impennata dei costi del carburante, il carovita e una crisi di settore che rischia di affondare definitivamente il comparto agroalimentare del Sud.
L’odissea dei produttori: “Zero ascolto dal Governo”
A promuovere la mobilitazione è stato il Movimento Popolare Nazionale, capace di organizzare il viaggio a Roma per circa 800 lavoratori – in gran parte agricoltori calabresi – giunti nella Capitale a bordo di 18 pullman e decine di auto private, autofinanziandosi interamente la spedizione. Un sacrificio economico e personale intrapreso con la speranza di ottenere un confronto diretto con i vertici dell’esecutivo.
Tuttavia, la risposta delle istituzioni centrali è stata segnata da un gelido silenzio: nessun incontro con la premier Giorgia Meloni né con i ministri competenti. Un atteggiamento che ha esasperato gli animi dei produttori agricoli, i quali lamentano di essere stati lasciati soli ad affrontare costi di produzione ormai insostenibili. Le uniche attestazioni di vicinanza e solidarietà sono giunte dai parlamentari Nicola Irto, Vittoria Baldino e Maria Elena Boschi.
Tensione in piazza: la contestazione a Nicola Irto
Non sono mancati momenti di forte tensione. Proprio durante la manifestazione, un cittadino originario di Crotone ha contestato duramente il senatore e segretario del PD calabrese Nicola Irto. Al centro dell’attacco verbale, la gestione delle problematiche ambientali legate all’ex area industriale Pertusola Sud e un accusato disinteresse delle istituzioni verso il territorio.
L’uomo ha cercato di avvicinarsi fisicamente al parlamentare prima che gli altri manifestanti e le forze dell’ordine intervenissero per evitare il peggio. Lo stesso Irto ha successivamente cercato di riportare la calma, attribuendo l’episodio al clima di esasperazione sociale che si respira tra i lavoratori e i cittadini della regione. Dal canto suo, il Movimento Popolare Nazionale ha derubricato l’accaduto a un battibecco isolato causato da un individuo estraneo all’organizzazione della protesta, ringraziando i parlamentari intervenuti per il sostegno mostrato.
La mobilitazione continua: “Presidi a oltranza”
Nonostante le tensioni e il mancato dialogo con i rappresentanti del Governo, gli agricoltori calabresi non intendo fare passi indietro. La protesta si sposta ora sul territorio: il Movimento ha già annunciato che i sit-in e i presidi, sia a livello regionale che nazionale, proseguiranno a oltranza fino a quando non verranno fornite risposte concrete e misure immediate a tutela delle aziende agricole e della filiera produttiva meridionale.



