Sanità in Calabria, fondi inutilizzati e liste d’attesa infinite: l’affondo di Elisabetta Barbuto (M5S) su Occhiuto
La consigliera regionale deposita un’interrogazione al Governatore dopo i rilievi della Corte dei Conti e di Agenas: «Oltre 16,4 milioni di euro lasciati nei cassetti tra il 2022 e il 2025 mentre i cittadini rinunciano a curarsi o si rivolgono al privato».
CATANZARO – Un quadro dai contorni drammatici, in cui alla sofferenza quotidiana dei pazienti calabresi fa da contraltare la paralisi burocratica e gestionale delle risorse pubbliche. È l’accusa lanciata dalla consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, Elisabetta Barbuto, che ha ufficialmente depositato un’interrogazione a risposta scritta indirizzata al Presidente della Giunta e Commissario ad acta per la Sanità, Roberto Occhiuto.
Al centro del contenzioso politico e istituzionale vi è il mancato utilizzo di oltre 16,4 milioni di euro di fondi statali a destinazione vincolata, stanziati dal Governo centrale nel quadriennio 2022-2025 e destinati proprio all’abbattimento dei tempi di attesa per visite ed esami specialistici.
L’analisi della Corte dei Conti e i dati AGENAS
A confortare l’iniziativa ispettiva dell’esponente pentastellata sono i dati ufficiali contenuti nella Delibera n. 54/2026/G della Sezione Centrale di Controllo della Corte dei Conti. Il documento contabile certifica una stratificazione di risorse mai impiegate:
- 2022: quasi 5 milioni di euro (ex legge 234/2021);
- 2023: oltre 1,2 milioni (DL 198/2022);
- 2024: oltre 7,2 milioni (legge 213/2023);
- 2025: 3 milioni di euro destinati all’incremento delle tariffe orarie per le prestazioni aggiuntive del personale medico e infermieristico.
A completare la fotografia del sistema sanitario regionale si aggiungono le ultime rilevazioni del Bollettino AGENAS (aggiornate al 30 settembre 2026), che attestano un ulteriore calo nell’erogazione delle prime visite e degli accertamenti diagnostici entro i limiti temporali di garanzia, collocando la Calabria nelle ultime posizioni del panorama nazionale e del Mezzogiorno.
Le richieste e le prospettive
«La magistratura contabile ha certificato un fallimento gestionale inaccettabile», incalza Barbuto. «Mentre i cittadini si vedono costretti a rinunciare al diritto alla salute o a farsi carico di ingenti spese nel settore privato, le risorse destinate alle prestazioni straordinarie rimangono bloccate nei bilanci dell’amministrazione».
L’interrogazione richiede chiarimenti dettagliati sia in merito alla ripartizione delle giacenze presso le singole ASP e Aziende Ospedaliere della regione, sia riguardo alle azioni correettive che la Giunta intende intraprendere nell’immediato. Tra le richieste principali figura la predisposizione di un piano operativo straordinario finalizzato al completo sblocco delle somme residue, al fine di convertire i fondi giacenti in prestazioni sanitarie ed effettiva riduzione dei tempi di accesso alle cure.



