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VIDEO – Crotone ricorda l’alluvione del 1996: trent’anni dopo, la memoria deve diventare prevenzione

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Il 14 ottobre 1996 la piena dell’Esaro sommerse interi quartieri e causò sei vittime. Oggi il ricordo della tragedia richiama la città alla cura del territorio e alla sicurezza idraulica.

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Trent’anni fa, il 14 ottobre 1996, la piena del fiume Esaro travolse Crotone. In poche ore l’acqua raggiunse anche i quattro metri, sommerse abitazioni e attività e colpì duramente il quartiere Fondo Gesù. Il bilancio fu drammatico: sei persone persero la vita, migliaia furono costrette a lasciare le proprie case e i danni furono ingentissimi.

Le vittime furono Paolo Pupa, Angela Trovato, Luca Buscema, Michela Cicchetto, Luca Tavano e Bruno Commisso, ricordati dalla comunità come i “sei fiori dell’alluvione”. Due di loro non furono mai ritrovati. Accanto al dolore, resta impressa la mobilitazione dei volontari, gli “angeli del fango”, che aiutarono a ripulire le strade e a sostenere la ripartenza della città.

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Ogni anno Crotone rinnova il ricordo con celebrazioni e momenti commemorativi, dalla parrocchia di San Paolo al monumento dedicato alle vittime e al giardino dei sei ulivi a Fondo Gesù. Ma la memoria non si limita alle cerimonie: nel quartiere continuano le richieste di riqualificazione, manutenzione e maggiore sicurezza lungo i corsi dell’Esaro e del Passovecchio. La lunga storia delle alluvioni crotonesi rende urgente affrontare queste questioni con interventi concreti e verificabili.

La tragedia del 1996 offre anche l’occasione per comprendere meglio il territorio e i fattori che possono aggravare gli effetti degli eventi meteorologici estremi. Raccontare agli studenti ciò che accadde significa mostrare come le trasformazioni urbane, l’occupazione delle aree esondabili e le scelte di pianificazione possano incidere sulla sicurezza della comunità. Per questo, testimonianze, documenti storici e cartografie possono aiutare le nuove generazioni a leggere la storia della città anche attraverso la sua geografia.

A trent’anni di distanza, il tempo trascorso non basta a garantire che il rischio sia stato superato. La domanda resta attuale: quali vulnerabilità sono state affrontate e quali richiedono ancora attenzione? Un protocollo approvato di recente tra Comune e Calabria Verde prevede interventi di pulizia e regimazione dei corsi d’acqua, considerati importanti per ridurre il pericolo di nuove esondazioni.

L’alluvione appartiene alla storia, ma le domande che lascia in eredità riguardano il presente. Trasmetterne la memoria significa ricordare le sei vittime e, insieme, promuovere una conoscenza del territorio capace di sostenere scelte più consapevoli. Per Crotone, il ricordo del 14 ottobre 1996 resta una ferita aperta, ma anche un richiamo alla prevenzione e alla cura quotidiana della città.

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