VIDEO – Calenda a Crotone tra futuro dell’Europa e vertenze locali: “Inutile fare promesse prima di conoscere i fatti”
CROTONE – Un viaggio che intreccia le grandi visioni geopolitiche europee con le emergenze concrete di un territorio ferito. Nel corso della presentazione del suo ultimo libro, Difendere la libertà. L’ora dell’Europa, Carlo Calenda ha trasformato la tappa crotonese in un tavolo di confronto aperto sulle principali criticità economiche, occupazionali e ambientali dell’area.
Al centro dell’attenzione del leader di Azione c’è innanzitutto il dramma sociale legato alla crisi di Konecta, la vertenza che vede a rischio il futuro di oltre 700 lavoratori. Sul tema, l’ex ministro ha preferito un approccio cauto e pragmatista: dopo essersi impegnato a incontrare direttamente i dipendenti, Calenda ha annunciato l’intenzione di verificare presso il ministero competente l’effettiva disponibilità di fondi, sottolineando la necessità di non formulare facili promesse prima di aver analizzato nel dettaglio la struttura della crisi.
Uno degli snodi cruciali per il rilancio dell’area industriale risiede, secondo Calenda, nelle operazioni di bonifica. Un’opportunità strategica che, se gestita correttamente, potrebbe permettere di riassorbire parte del personale fuoriuscito dai bacini di crisi, contribuendo al contempo a sviluppare nuove competenze imprenditoriali sul territorio. A tal proposito, il leader politico ha annunciato un imminente confronto con l’amministratore delegato di Eni per far luce sulle modalità di impiego dei due miliardi di euro previsti per gli interventi.
In merito alla visione di sviluppo a lungo termine, Calenda ha evidenziato come la crescita di Crotone debba necessariamente fare leva sulla valorizzazione del patrimonio culturale e turistico, senza tuttavia cedere alla tentazione di abbandonare la matrice industriale. La ricostruzione di solide capacità produttive rimane infatti, secondo l’esponente politico, l’unico vero presidio per garantire un’occupazione stabile e livelli retributivi adeguati.
La visita ha così permesso di accorciare le distanze tra il dibattito sul ruolo delle istituzioni comunitarie e le istanze urgenti di una comunità locale in cerca di risposte operative.



